Ciociaria on the road fra mistero e natura: dai fantasmi del Castello di Vicalvi a Forca d'Acero, con lo spettacolo del foliage

Il Castello di Vicalvi
di Maria Serena Patriarca
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Lunedì 1 Novembre 2021, 10:20

Fra i luoghi del mistero nel Lazio ce n’è uno particolarmente “inquietante”, e si trova in Ciociaria: poco noto se amate muovervi sui circuiti turistici tradizionali, il Castello di Vicalvi è invece un vero “must to see” per chi ama le destinazioni avvolte dal fascino di misteri irrisolti, fantasmi e antiche leggende. Impossibile non notare il maniero che sovrasta il borgo omonimo, Vicalvi appunto, e che spicca sulla vallata circostante, detta la Valle di Comino (nelle vicinanze di Sora), per la gigantesca croce rossa dipinta sulle mura medievali.

 

Ciociaria on the road fra mistero e natura

Questa grande croce, che dà un’atmosfera unica e particolare al Castello longobardo (che risale all’XI secolo), è stata in realtà realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale, dalle truppe tedesche che trasformarono questo sito in un ospedale da campo. Il castello nacque come roccaforte difensiva, ma nel 1017 passò sotto l’egida dei monaci di Montecassino, sotto la cui “ala” restò fino all’inizio del XIII secolo. Successivamente ne divennero padroni i nobili d’Aquino, che lo fortificarono ulteriormente grazie ad un doppio anello di mura. Fra le altre aristocratiche casate che si alternarono nel Castello ci sono gli Etendard e i Cantelmo. Ma quello che più colpisce avvicinandosi all’imponente maniero, a 600 metri di altitudine, è il borgo “fantasma” che lo circonda, ovvero i resti delle vecchie case ormai abbandonate a seguito di un terremoto nel 1654, e l’alone di mistero da cui è avvolto tutto il sito.

Itinerari d'autunno

Molte leggende popolari tramandano infatti che fra le mura, specialmente nelle notti di tempesta, si aggiri lamentandosi, con i suoi lunghi capelli neri, il fantasma di Alejandra Maddaloni, cortigiana e moglie di un nobile di origine spagnola, incatenata e murata viva nel XV secolo tra queste torri dopo una burrascosa storia di amori, passioni e gelosie. Il borgo di Vicalvi è in posizione strategica per gli amanti della natura, dell’hiking e dell’escursionismo. Da qui in auto o in moto, infatti, si raggiunge facilmente Forca d’Acero, il vicino confine tra Lazio e Abruzzo, a 1538 metri altitudine, dove in questo periodo dell’autunno si ammira uno dei più belli “foliage” d’Italia. La Forca d'Acero è uno dei valichi stradali appenninici più panoramici e pittoreschi del Centro Italia, e unisce i comuni di Opi e San Donato Val di Comino. Le montagne che portano dal Lazio al Parco Nazionale d’Abruzzo in questa stagione si tingono di rosso, arancio, giallo, bordeaux, e lasciando la macchina al rifugio si possono fare bellissime e facili passeggiate nella faggeta, per respirare aria pura e immergersi nel silenzio a contatto con la natura. Tutto intorno i monti presentano paesaggi che rievocano le Alpi svizzere, con pascoli di cavalli e buoi, prati e aree rocciose che si alternano a boschi dove vivono volpi, lupi e orsi bruni.

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