Foto in viaggio: i consigli di una fotografa professionista

Giovedì 13 Febbraio 2014 di Anna Franco
Nicoletta Valdisteno, fotografa specializzata in reportage di viaggio, enogastronomia e lifestyle, dà qualche consiglio per gli scatti in vi
Alzi la mano chi, ovviamente non professionista, è partito per un viaggio con la sua macchina fotografica, grandi aspirazioni e voglia di raccontare e ricordare per immagini la sua esperienza e, poi, al ritorno si è trovato davanti scatti non soddisfacenti.



Fotografare bene, con passione e originalità, oltre che con tecnica, è un'arte, che si migliora con tempo, pazienza ed esperienza. Esistono, però, indubbiamente trucchi e suggerimenti che sarebbe bene tutti tenessero presente quando puntano un obiettivo.



In merito, può dare qualche dritta Nicoletta Valdisteno, fotografa che si occupa di reportage di viaggio e collabora con molte e importanti riviste di turismo, cucina e lifestyle. Oltre a essere una professionista attenta e con una vera e propria passione per il proprio lavoro, è pronta sempre a mettere, ancor prima del corpo, cuore e anima dietro la macchina per cercare dettagli emozionanti e originali.



Partiamo dall'attrezzatura. Quale macchina consiglieresti a un fotografo amatoriale?



Indubbiamente le compatte sono comode, perché fanno tutto da sole, ma il loro pregio è anche il limite, nel senso che è l'automatismo e non chi scatta che sceglie le modalità e ci si può ritrovare con foto che non sono quelle che si immaginavano o desideravano. Qualche impostazione è mutabile, ma bisogna comunque andare a cercare nel menu della fotocamera e spesso si perde tempo e pazienza. Consiglierei, quindi, di comprare una reflex. Ne esistono tante e accessibili anche ai non professionisti e basta davvero un po' di voglia di applicarsi. Quando si acquista una reflex consumer c'è sempre in dotazione un obiettivo. Non è qualitativamente l'optimum, ma è comunque molto versatile e dà la possibilità di effettuare scatti con un grandangolo ampio, ma anche zoom dettagliati. Prima di impelagarsi a comprare altri obiettivi, con conseguente esborso, consiglio di capire qual è la propria natura, il proprio modo preferito di scattare, i soggetti che si prediligono e, a quel punto, fare acquisti di conseguenza. Inizialmente si dovrebbero fare alcune prove con l'obiettivo in dotazione, decidendo, ad esempio, un giorno di fare solo foto panoramiche e un altro solo particolari, cercando di capire qual è il contesto che si preferisce.



Ci sono cure o accortezze particolari verso la propria macchina che consiglieresti prima o durante un viaggio?



Sicuramente ogni tanto andrebbe portata in un centro assistenza per essere pulita, altrimenti i grani di polvere rischiano di rovinare le foto e toglierli in post produzione non è esattamente un passatempo divertente. Si tratta di spendere sui 40 o 50 euro. Premesso, poi, che non si dovrebbe usare la macchina sotto la pioggia o durante tempeste di sabbia, esiste un modo per preservarla dall'umidità. Le macchine professionali hanno una loro protezione, ma per quelle consumer meglio portare in valigia un sacchetto ampio di plastica e alcune bustine di silica gel. La sera bisognerebbe inserire la nostra compagna di viaggio nella busta insieme al deumidificante, chiudere il tutto per tirarla fuori la mattina, pronta e senza problemi. Ovviamente, tra la dotazione fondamentale non vanno dimenticate nemmeno una manciata di schedine di memoria e di batterie.



I più esperti che accessori dovrebbero portare con sé?



Nei miei reportage di viaggio ho necessità di scattare foto di diverso genere, coprendo dal paesaggio al dettaglio. Personalmente, uso, quindi, un obiettivo grandangolare 17-35 e poi un 24-70, di forma più lunga e più ingombrante, che mi permette di cogliere meglio i particolari. Ovviamente, molto dipende da dove si va. A volte, se si viaggia in posti cosiddetti a rischio, è decisamente sconsigliato portare troppa attrezzatura in borsa, col pericolo che venga rubata.



Arrivati in un luogo cosa consigli?



Prima di tutto, possibilmente e compatibilmente col tempo che si ha a disposizione, respirare l'aria del posto e farsi un giro per capire l'atmosfera. Purtroppo spesso si viene colti da una sorta di bulimia da immagine, ma si rischia di non cogliere la vera essenza delle cose. Oltre che correre dei rischi. Infatti, possono esserci regole che proibiscono di fotografare in un dato luogo oppure, semplicemente, le persone possono non gradire l'intromissione dell'obiettivo. In alcuni paesi può addirittura capitare che si avventino sulla tua macchina fotografica per spaccartela. Insomma, bisogna rispettare il luogo dove si va, per educazione, buon senso e anche per non incorrere in guai, e lo si può fare solo si entra in sintonia col posto dove si è. E ci vuole tempo.



Hai parlato di persone. Consigliabile e o meno far entrare quelle del luogo nei propri scatti. E quali accortezze adottare?



La prima tentazione è quella di utilizzare uno zoom potente, che catturi immagini a distanza, compresa, ad esempio, la vecchina seduta davanti alla propria casa. Lei non se ne accorgerà, probabilmente, data la distanza, e noi avremmo portato a casa lo scatto. Ma uno scatto senza molto valore, che si percepisce come zoomato e che è solo un'immagine rubata. L'obiettivo corto, invece, incentiva i rapporti sociali. Insomma, il viaggio non è solo visitare luoghi nuovi, ma anche e soprattutto fare nuove esperienze, aprirsi ad altri modi di pensare e di vedere, oltre che conoscere tradizioni e culture. Sarebbe meglio avvicinare la vecchina di cui sopra, parlarle, chiederle cosa fa, farsi raccontare la sua storia e domandarle se è disposta a farsi scattare una foto. Potrebbe anche dirci di no, è vero, ma potrebbe anche offrirci un caffè e farci conoscere piccoli segreti o luoghi del paese in cui abita che non avremmo mai potuto sapere senza di lei. A me è capitato molte volte e, oltre alla soddisfazione di una bella foto, sono stata ripagata anche da racconti interessanti, briciole di vita e posti segreti.



Situazione tipica: una città con i suoi monumenti. Cosa consigli? Come cogliere qualcosa di diverso?



Direi prima di tutto di evitare le cartoline. Le tipiche immagini dei monumenti più importanti sono state già viste e riviste, ma soprattutto, in linea di massima, sono opera di fotografi del luogo, che per cogliere la giusta luce e il momento migliore hanno dedicato intere giornate alla realizzazione dell'immagine da cartolina, appunto. Il tempo, però, dovrebbe essere comunque un proprio alleato. Bisognerebbe allentare il ritmo, ad esempio, e sedersi mezzora su una panchina o a un tavolino all'aperto di un bar e sicuramente la foto si manifesterebbe davanti agli occhi senza essere nemmeno cercata. Si può trattare di una coppia, di una scenetta divertente con sfondo di cattedrale o anche un piccione che si posa sulla testa di una statua. Bisogna imparare a guardare da un'altra angolazione. Se, per esempio, un gruppo di una trentina di persone sta fotografando dalla stessa prospettiva un monumento, meglio girarci intorno, cogliere un dettaglio che nessuno ha visto, che può essere anche la veduta di un nutrito gruppetto da una stessa parte, appunto, intento a fotografare. Sarebbe anche opportuno cercare di tornare nello stesso luogo più volte per trovare la luce migliore, perché un palazzo o una chiesa cambiano decisamente aspetto a seconda dell'inclinazione della luce.



Vacanze in montagna. Come comportasi per le foto?



Se sommiamo il biancore intenso della neve a quello della luce di certo non verranno foto straordinarie. Regola generale, da seguire ancor più in questi casi, è di evitare di scattare quando la luce è più forte e, quindi dalla tarda mattinata fino alle 4 di pomeriggio. Imparando a usare, anche poco, la reflex si possono ottenere degli interessanti giochi di luci e ombra e ci si può anche salvare in situazioni di luce estrema.



E al mare?



Io consiglio di provare il controluce. So che una delle prime regole che ci hanno inculcato fin da bambini è di non fotografare mai un soggetto che avesse il sole alle spalle. Ma, in realtà, si possono ottenere effetti bellissimi, come una silhouette piuttosto scura con sfondo il mare. Oppure un soggetto maggiormente illuminato che abbia alle spalle un mare trasformato in una grande luce iridescente.



Ma bisogna saper usare bene la reflex...



Bisogna avere qualche accortezza, ma non è così difficile. Bisogna fare esperienza, provare e curiosare. Online, però, esistono dei simulatori, anche sui siti delle stesse marche più gettonate, che permettono di intervenire su tempo, diaframma e iso. Ti mettono di fronte a un obiettivo e ti insegnano a interagire con la macchina.



Tornati dal viaggio, arriva il momento di scaricare le foto. Hai consigli in fase di postproduzione?



Photoshop è un programma decisamente costoso oltre che complesso. Si può ricorrere anche a software più semplici, come Lightroom, che permette di modificare alcune specifiche delle foto con facilità. Inoltre, funzione non da poco, permette di creare un archivio ordinato, nominando le foto tutte insieme, con un notevole risparmio di tempo. Altro modo per accelerare i tempi sono le cosiddette azioni di Photoshop. Si scaricano online e, in pratica, ti permettono di applicare più tipi di modifica scelti per una foto a tutto un gruppo di immagini, creando un solo pulsante per più ritocchi. Una funzione simile esiste anche con Lightroom: si tratta dei preset, che applicano a blocco determinate regolazioni. Oltre a permettere velocità di postproduzione queste modalità consentono di avere uno stesso stile per tutto un gruppo di foto. Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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