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Fabio Avaro: «Sono l'uomo del "tutto all'ultimo minuto"»

Fabio Avaro
di Mara Azzarelli
5 Minuti di Lettura
Sabato 10 Agosto 2013, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 20:39

Fabio Avaro, attore e showman, un vero animale da palcoscenico. Cofondatore della compagnia teatrale "Pignotta e Avaro: che ridere" vanta ben quaranta partecipazioni in diversi allestimenti. Infaticabile, spigliato, indiscutibilmente brillante sembra nato per recitare e per far ridere. Lo dimostra conquistandosi uno a uno tutti gli applausi raccolti nelle sale da Una notte bianca dove lavora con l'inseparabile collega Gabriele Pignotta e dove Avaro viene fuori come un vero trascinatore per tutta la storia. Sempre a teatro recita anche in "Perché non rimani a colazione", "Siamo tutti comunicatTivi", "Augusto c'hai da accendere?" e in tanti altri spettacoli. Nel 2012 approda al cinema con il film di Neri Parenti "Colpi di fulmine" anche se il grande schermo pare non rimarrà l'amore di una volta e basta. Già dal 26 agosto riprenderà le riprese del film "Ti sposo ma non troppo". Avaro riesce ad essere appassionante anche quando si mette a spulciare, con ironia e sagacia, nella valigia dei ricordi dei suoi viaggi.

L'ultimo viaggio che hai fatto?

«A parte la mia ultima settimana bianca, che per quanto stupenda perché amo sciare, non reputo un viaggio, e tolto il fine settimana lungo nella bellissima Madrid, l'ultimo viaggio vero è stato quando ho girato in moto la Sicilia. Un'esperienza entusiasmante. Posti stupendi, mare spettacolare, gente fantastica, sarà che sono di origini siciliane ma quella terra è un incanto».

Il viaggio che porterai sempre nel cuore? E perché…

«Sicuramente Tanzania, Zanzibar. Cinque settimane. L'Africa è il posto dove si dovrebbe poter andare tutti una volta l'anno. E' uno di quei luoghi che ti fa riprendere contatto con la realtà. L'Africa ti fa sentire quanto sia vivo il pianeta, l'Africa è la Terra. Per non parlare dei paesaggi, del sole grande e della luna che la notte si adagia sull'acqua come un immenso faro. Da brividi. Ultima, ma non per importanza, l'Africa è bella per la sua gente. Le persone vivono "pole pole" (piano piano) e con la filosofia dell'Akuna matata (nessun problema). Potrei parlare per ore di quel viaggio e di quello che mi ha trasmesso».

Quello che non rifaresti mai?

«Nessuno dei viaggi che ho fatto. Amo troppo viaggiare e anche i viaggi che per un motivo o per un altro mi hanno fatto vivere brutte esperienze, mi hanno lasciato qualcosa di importante».

L’albergo o il luogo più bello dove hai dormito in vacanza?

«Viaggio tra le città imperiali del Marocco. Ho dormito sempre e solo in Hotel Boutique all'interno di antiche Riad. Oltre ogni immaginazione».

Quando e come fai la valigia?

«Per la valigia sono l'uomo dell'ultimo giorno. Però ne ho fatte così tante per motivi di lavoro che sono diventato un professionista. Riesco a mettere l'impossibile, con il rovescio della medaglia però: la mia valigia, una volta chiusa, ha il peso specifico del piombo fuso».

Cosa porti sempre con te quando parti?

«Ho sempre lo stesso borsone. Viene con me da anni, tantissimi, ovunque, tourné, vacanze, non vado da nessuna parte senza di lui».

Meglio soli o in compagnia?

«Di solito mi piace condividere con amici, compagna se c'è, famiglia. Ma anche viaggiare da soli ha il suo fascino, a volte è molto utile se si è in momenti importanti del proprio "grande viaggio". E poi anche quando si viaggia da soli, si conoscono tantissime persone. E' affascinante».

Libri o e-book?

«Ho sempre con me il mio tablet, ma mi piace utilizzarlo solo per le news. Quindi indiscutibilmete libri».

Cellulare acceso o spento?

«Quando posso, rigorosamente spento».

In viaggio sei on-line oppure off-line? (con social, whatsapp e chat varie)

«On-line ma solo a fine giornata o in alcuni momenti. Quando mi godo una visita sono sempre felicemente off-line, poi, di sera, prima di andare a letto, o durante il pranzo, qualche minuto per postare foto e notizie me lo concedo».

In una città: guida alla mano e itinerario ferreo o a zonzo senza meta precisa?

«Creo un itinerario prima di uscire dall'hotel. Poi, cartina in tasca sempre pronta all'utilizzo per capire dove sono finito, ma preferisco girare anche un po' a zonzo».

Il piatto che più ti è piaciuto?

«Oddio... Tosto rispondere per uno a cui piace assaggiare tutto. Vediamo un po', sì, il pesce della Sicilia o i suoi dolci. Oppure anche i piatti tipici africani in Tanzania! Per non parlare del classico immancabile hot dog sulla Quinta strada a New York. No, come si fa a rispondere a questa domanda. Ho dimenticato centinaia di piatti buonissimi in giro per il mondo: le aragostine a Santo Domingo, le Fajitas in Guatemala dove andai a fare uno spettacolo per i bambini guatemaltechi tramite l'Istituto di cultura italiana all'estero».

Eppure tutte le volte c’è qualcosa che dimentichi sempre di mettere in valigia….cosa?

«Più che altro, ogni volta, chiusa la valigia, lasciata casa e partito, una volta che è palesemente impossibile tornare indietro ho una valanga di dubbi su decine di cose che ho paura di aver lasciato a casa tipo: una cinta, una medicina, il carica batteria per il cellulare. Poi però, difficilmente dimentico qualcosa veramente».

Fai molte foto quando sei in vacanza?

«No, non molte. Non porto neanche la macchinetta. Ne faccio alcune solo con il cellulare. Ma di base amo tornare pieno di ricordi nella mente. Poi con gli anni di quel viaggio ricorderò solo alcune cose, le più belle, e i ricordi del viaggio diventano ancora più belli di quella che era la realtà».

Il prossimo viaggio?

«Parto tra pochissimo per le Isole Eolie.Tornerò per iniziare il 26 agosto a girare il film "Ti Sposo Ma Non Troppo" con Gabriele Pignotta, il mio amico fraterno con il quale da 10 anni porto in scena le sue commedie a teatro. La mia prima parte da coprotagonista. Poi sarò di nuovo a teatro con il mio nuovo One Man Show. Insomma, immagino si sia capito, sono super carico!»

Il viaggio che “prima o poi ci vado, giuro…” ?

«Altra bella domanda. Come fare a rispondere?! Vorrei vederlo tutto il mondo. Ma diciamo che da sempre ho in testa di andare a vedere l’America Latina oppure l’Oriente: Indocina, Vietnam, Laos, Cambogia, Cina e Tibet. Si è capito che mi piace molto viaggiare? Quando ero piccolo facevo spesso lo stesso brutto sogno: morivo da grande (voi direte: "beh, questo volente o nolente capita a tutti") senza aver avuto la possibilità di visitare anche il paesino più sperduto di ogni singolo posto nel mondo, senza aver parlato con le persone che abitano ogni singola parte di questo stupendo posto. Forse perché in fondo, per me questo è vivere: partire, andare, scoprire, incamerare esperienze per poi ripartire verso una nuova meta».

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