Tra Ratatouille e Cenerentola, viaggio nei 55 ristoranti di Disneyland

Tra Ratatouille e Cenerentola, viaggio nei 55 ristoranti di Disneyland
di Mauro Evangelisti
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Giovedì 16 Aprile 2015, 14:37 - Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 00:48

L’esperienza del pranzo o della cena avviene all’interno di una storia, di una fiaba, di un’ambientazione che riproduce la brevettata magia Disney. Ecco, raccontata così la promessa dei 55 ristoranti di Disneyland a Parigi lascia interdetti, perché una famiglia che decide di visitare uno dei parchi di divertimento più famoso al mondo, si aspetta magari di incontrare Topolino, divertirsi con Nemo, scherzare con i modellini di Cars, urlare sulle montagne russe, ammirare castelli e principesse, non di avere un assaggio di alta cucina. Eppure questo annunciano: «A tavola con la magia di Disneyland».

Possibile? Beh, il viaggio gastronomico non può che partire dall’attrazione di Ratatuille che, grazie alla realtà virtuale, emoziona grandi e bambini, facendogli fare la parte del topo che, come nel film, sfreccia nella cucina del ristorante.

Al termine c’è il Bistrot Chez Remy, il ristorante che riproduce proprio quello della storia e che, se vogliamo, fa sì una vera magia abbinando l’immagine del topo a quello della buona cucina, un’accoppiata nella vita reale impensabile. Nella facciata esterna il locale riproduce una certa idea di Parigi, dentro è una festa di piatti giganti, sedie e tavole a forma di tappo, un soffitto fatto di fiori, sempre con il principio che bisogna sentire piccoli come il topo protagonista del film.

«Ma qui - giura lo chef Ludovic Mallac - offriamo un menu di altissima qualità, volutamente non sterminato per assicurare una cucina francese che usa solo prodotti freschi». La varietà non manca nella lista dei 55 ristoranti disneyani: in un altro ristorante, Walt’s, ovviamente dedicato a Walt Disney, si punta a un incontro tra cucina francese e americana, al Bluee Lagoon, spiagge bianche e palme caraibiche, i tavoli si affacciano sulla laguna dove transitano le barche dell’attrazione dedicata ai Pirati dei Caraibi.

Infine, all’Auberge de Cendrillon viene riproposta l’architettura del castello di Cenerentola e tra i dolci pare che il pezzo forte sia una scarpetta fatta di cioccolato bianco. Sia chiaro, anche i prezzi, con menu che per i più grandi oscillano tra i 30 e i 60 euro, possono essere, come dire, principeschi, ma è anche vero che a Dinseyland, in fondo, non si va tutti i giorni.

Se poi invece si fa tappa a Parigi allora la scelta di ristoranti e hotel è interminabile: due buone opzioni, non lontano da Montparnasse ma distante dalla banalità dei flussi turistici, sono per la cena il Bistrotter (guidato da due giovani, il proprietario François Gallice e lo chef Erwan Le Gahinet, menu in media a 30-37 euro) che propongono piatti con grande inventiva ma legati alla tradizione francese; per il pernottamento, con lo stesso spirito innovativo e ”smart” il Fred Hotel (attorno ai 90 euro a notte).

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