Arriva a Roma l'Anticafè, il primo bar dove si paga a tempo e non a consumo

Arriva a Roma l'Anticafè, il primo bar dove si paga a tempo e non a consumo
di Francesca Spanò
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Giovedì 28 Agosto 2014, 14:19 - Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 21:21

Per lavoro o per diletto, per concedersi uno spuntino o per cambiare aria e concentrarsi sulle pagine da studiare o sulla relazione da consegnare al cliente.

A Roma, arriva AntiCafè (http://anticafe.eu/it/) il primo “coffice” il caffè-ufficio dove si paga a seconda del tempo di permanenza e non per il menù scelto. Sono in questo senso assolutamente gratuiti alimenti dolci, dalle torte ai ciambelloni, ma pure tè, cappuccini e prodotti generici di caffetteria, fino agli snack salati. Per i clienti, inoltre, è possibile portare da casa il proprio pasto e gustarlo in un contesto innovativo che dalla Francia (dove per la prima volta il progetto ha preso vita), ora è giunto direttamente nello Stivale. Il quartiere cittadino di riferimento è San Giovanni e l’indirizzo è via Veio 4b.

Il costo, invece, è accessibile a tutti, in modo da poter essere alla portata di studenti, di uomini d’affari o semplicemente di chi vuole distrarsi con qualche gioco da tavolo. L’ingresso, ovviamente, è consentito anche ai bambini, che possono divertirsi con libretti da colorare o magari a sfidare i genitori con qualche partita a Taboo o a scacchi.

La prima ora nel locale costa 4 euro, la seconda tre, mentre per l’intera giornata sono in tutto 14 euro e, nel frattempo, si può consumare quello che si vuole senza sborsare altri centesimi. L’idea è partita dalla creatività di Leonid Goncharov, che ha aperto a Parigi, vicino al centro Pompidou il primo locale e poi il secondo, prima di decidere insieme a Daria Artyushenko, di nazionalità ucraina e al marito di lei, Vittorio Montesano, di puntare per questo speciale co-working space, anche sull’Italia e in particolare su Roma. Il perché della scelta della Capitale, ce lo ha spiegato il direttore, Massimo Mallia, dicendo che si tratta di una città strana, un po’ conservatrice, ma di una piazza perfetta perché se funziona (e al momento gli affari sembrano andare alla grande per AntiCafé), allora è possibile pensare ad ulteriori strutture pure altrove nella Penisola. A Milano, invece, una proposta del genere, sarebbe stata un successo immediato. Questa, insomma, è stata una scommessa, ma comunque vinta.

Nel prezzo durante la permanenza sono compresi il wifi, il proiettore, il fax, la stampante, lo scanner e le riviste presenti. Per chi non avesse voglia di consumare nulla, nessun problema, fra le pareti del locale la filosofia è quella dello stare insieme, della condivisione, pur con la propria privacy se si ha bisogno di concentrazione. Gli orari di apertura vanno dalle nove del mattino alle 23, compresi sabato e domenica.

Un anno circa di preparazione, dunque, e da qualche settimana l’Anticafè è una realtà anche a Roma, con arredamento in stile post-industriale e sul modello degli “ziberflat” russi. Chi ha fretta e desidera solo un caffè, infine, può pagare la singola consumazione e trovare il tempo successivamente di entrare nell’innovativo microcosmo di un bar che, da noi, certamente mancava.

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