Viaggio negli Emirati, via la croce dal logo. E il Qatar chiede aiuto al Papa sull'embargo

Venerdì 1 Febbraio 2019 di Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO Con una mossa a sorpresa il Qatar ieri ha chiesto aiuto a Papa Francesco per trovare una soluzione all'embargo imposto nel 2017 dagli Emirati Arabi, dall'Egitto e dall'Arabia Saudita con l'accusa di intrattenere relazioni ambigue con l'Iran e sostenere svariate organizzazioni jihadiste. «Questo embargo ha portato alla violazione di diritti umani. La nostra gente soffre. Durante il colloquio con il Papa abbiamo discusso di tutto questo ed è stato invitato a Doha. Speriamo possa farlo in futuro». Alla vigilia dello storico viaggio negli Emirati Arabi il primo paese del Golfo nel quale un pontefice mette piede, il ministro qatarino, Alì bin Samikh al Marri, ha chiesto di essere ricevuto a Santa Marta. Cosa che è puntualmente avvenuta ieri mattina. «La visita del pontefice nella regione è molto importante: speriamo che possa portare davvero una parola di concordia visto che l'embargo ha messo a dura prova tante famiglie ancora impossibilitate a riunirsi». Da come si prospetta l'imminente trasferta, per il Papa non sarà di certo una passeggiata.

LO YEMEN
Inevitabilmente Francesco si troverà al centro di fuochi contrapposti, da una parte l'embargo economico e dall'altra il conflitto devastante nello Yemen che, secondo Save the Children, finora ha prodotto 1,5 milioni di bambini sfollati nel Paese. Mezzo milione solo a Hodeidah negli ultimi sei mesi. Una guerra iniziata dagli Emirati (con contractor colombiani) e dall'Arabia per combattere i ribelli sciiti (che sono sostenuti indirettamente dall'Iran) oltre che per completare il progetto di espansione e controllo petrolifero sul Golfo. Gli Emirati hanno persino preso il controllo dell'isola yemenita di Sokotra, un punto strategico perché controlla la rotta verso il canale di Suez e dove, tra l'altro, sono stati trovati grandi giacimenti petroliferi. Di contro i soldati iraniani hanno occupato tre isolotti davanti agli Emirati, anch'essi zeppi di oro nero. Papa Francesco si troverà al centro di uno scenario complicatissimo, dove è in corso una espansione egemonica per il controllo del petrolio, più che un conflitto ridotto a due correnti islamiche, da una parte gli sciiti e l altra i sunniti. L'occasione per invitare ad Abu Dhabi il Pontefice è un incontro inter-religioso sulla tolleranza al quale prenderà parte anche l'Imam di Al Azhar, Al Tayyeb. L'invito è stato formulato dallo sceicco Mohammed bin Zayed (chiamato dai media arabi MBZ), un uomo che ha una grandissima influenza sul principe saudita Mohamed bin Salman (MBS) recentemente salito alla ribalta delle cronache per avere ordinato di uccidere e fare a pezzi il giornalista saudita Kashoggi, anche se non si sono ancora trovate prove.

LA PACE
Papa Francesco ieri mattina ha inviato un messaggio a tutti gli abitanti degli Emirati (quasi 10 milioni di persone di cui 8 immigrati soprattutto cristiani) dicendo do voler costruire ponti di fraternità. Ha esordito con una frase in arabo. Salam Aleikum. La pace sia con te. «Sono felice di poter visitare una terra che cerca di essere un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità. Mi rallegra incontrare un popolo che vive il presente con lo sguardo rivolto al futuro».

LE CROCI
Fino agli anni Cinquanta l'area delle monarchie del Golfo veniva chiamata la Costa dei Pirati e chi ci abitava non immaginava ancora di stare sopra ad uno dei più imponenti giacimenti di petrolio della terra. Erano poverissimi pescatori di perle e spugne. Ora gli emiratini sono ricchissimi, hanno costruito grattacieli, alberghi super lusso, strade a otto corsie, isole galleggianti anche se in fondo tutto sembra un po' finto, e gli egiziani che vanno in vacanza ad Abu Dhabi spesso ironizzano: tutto è plastic-fantastic. Il logo del viaggio papale è sintetizzato in una colomba con i colori della bandiera emiratina. Ma non c'è nessun simbolo, nessuna croce. Per non urtare la suscettibilità degli ospiti è stata fatta sparire.

  Ultimo aggiornamento: 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA