Vaticano, la denuncia del Venerdì Santo: «La tunica di Cristo fatta a pezzi dalle divisioni nella Chiesa»

Vaticano, la denuncia del Venerdì Santo: «La tunica di Cristo fatta a pezzi dalle divisioni nella Chiesa»
di Franca Giansoldati
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Venerdì 2 Aprile 2021, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 17:03

Città del Vaticano – Le parole sbriciolano il politicamente corretto a San Pietro. La domanda che nel rito della Passione il predicatore Raniero Cantalamessa pone drammaticamente ai presenti – cardinali, vescovi, arcivescovi e al Papa – non è affatto banale di questi tempi segnati da lacerazioni e aria di scisma.

Perché ci sono troppe divisioni oggi nella Chiesa? La risposta è spiazzante: «È l’opzione politica, quando essa prende il sopravvento su quella religiosa ed ecclesiale e sposa una ideologia, dimenticando completamente il valore e il dovere dell’obbedienza nella Chiesa».

Il cardinale Cantalamessa si limita ad indicare l'epifenomeno ma senza entrare nei dettagli né offrire indicazioni sui colpevoli, tuttavia è chiaro che ce l'ha con le frange estreme, con le cordate, con gli eccessi, da una parte i super progressisti, dall'altra i super conservatori, entrambi secondo la loro visione contagiati da un approccio ben poco dialogante, fino a mettere in dubbio la fraternità.

Qualcuno nella basilica di San Pietro si chiede: con chi ce l'ha? Gli esempi che si sono accavallati in questi otto anni di pontificato, concentrandosi ultimamente non sono pochi: prima la comunione ai divorziati risposati, poi l'ipotesi di abolire il celibato in alcuni casi o la possibile introduzione delle diaconesse, come era nella Cheisa dei primi secoli. A questo si aggiunge la battaglia che si sta combattendo in Germania e il pericolo reale di uno scisma. In queste ultime settimana è arrivato il Responsum teologico emanato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede che vietando definitivamente la benedizione alle coppie gay ha finito per allontanare ancora di più le frange estreme, alimentare il dissenso se non la disobbedienza mentre la protesta dilaga e l'unità si allontana.

Cantalamessa riflette sul momento presente: «La fraternità si costruisce cominciando da vicino, da noi, non con grandi schemi, con traguardi ambiziosi e astratti. Questo significa che la fraternità universale comincia, per noi, con la fraternità nella Chiesa Cattolica. Lascio da parte, per una volta, anche il secondo cerchio che è la fraternità tra tutti i credenti in Cristo, cioè l’ecumenismo».

Non manca poi di denunciare che la fraternità cattolica è ferita! «La tunica di Cristo è stata fatta a pezzi dalle divisioni tra le Chiese; ma - quel che non è meno grave - ogni pezzo della tunica è spesso diviso, a sua volta, in altri pezzi. Parlo naturalmente dell’elemento umano di essa, perché la vera tunica di Cristo, il suo corpo mistico animato dallo Spirito Santo, nessuno la potrà mai lacerare. Agli occhi di Dio, la Chiesa è una, santa cattolica e apostolica, e tale rimarrà fino alla fine del mondo. Questo, tuttavia, non scusa le nostre divisioni, ma le rende più colpevoli e deve spingerci con più forza a risanarle». 

La risposta di tante lacerazioni, oltre l'infaticabile opera del demonio che per i cattolici è sempre operoso, restano le divisioni ideologiche, gli estremismi. «Qual è la causa più comune delle divisioni tra i cattolici? Non è il dogma, non sono i sacramenti e i ministeri: tutte cose che per singolare grazia di Dio custodiamo integri e unanimi». 

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