Papa Francesco, la rivoluzione pop del pontefice: a San Pietro un prete semplice dirà messa sull'altare papale

Papa Francesco, la rivoluzione pop del pontefice: a San Pietro un prete semplice dirà messa sull'altare papale
di Franca Giansoldati
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Venerdì 17 Settembre 2021, 18:59 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 15:21

Città del Vaticano – La basilica di San Pietro è sempre più pop. Per effetto della rivoluzione avviata da Papa Francesco nel cuore della cristianità per la prima volta un semplice sacerdote – il biblista Fabio Rosini – celebrerà la messa all'altare centrale, sotto il Baldacchino di Bernini, che per secoli è stato riservato solo ai Papi. L'annuncio è stato fatto dal blog di Costanza Miriano («la prima volta nella storia della Chiesa a celebrare su quell’altare sopra la tomba di San Pietro sarà un sacerdote semplice») aggiungendo che tutti i sacerdoti che il 2 ottobre desiderano concelebrare «lo facciano sapere, i paramenti sono a disposizione in sacrestia».

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La rivoluzione pop di Papa Francesco

La celebrazione cui fa riferimento la nota scrittrice cattolica, autrice del best seller «Sposati e sii sottomessa», una raccolta di lettere alle amiche alle prese con problemi sentimentali e familiari, in cui sostiene la visione cristiana del matrimonio, riguarda un grande pellegrinaggio a San Pietro che chiaramente deve avere ottenuto il via libera per far celebrare una messa in una zona fino ad ora off-limits e riservata ai pontefici o ai cardinali delegati. Nemmeno i canonici di San Pietro potevano celebrare sotto il baldacchino di Bernini.

Questa novità significativa fa parte di una lunga scia di cambiamenti radicali riguardanti l'uso della basilica di San Pietro iniziati con una serie di provvedimenti normativi che hanno portato, tra l'altro, a vietare le messe in latino, ammettendo una sola celebrazione al giorno nella lingua di Cicerone nelle grotte vaticane di mattina presto. 

 

Le riforme

Il vento riformatore di Francesco ha riguardato anche l'attività e il ruolo dei canonici di San Pietro, il cui Capitolo, istituito nel 1053 da Leone IX e composto da 34 canonici e un arciprete (cardinale), è stato sottoposto ad una notevole dieta dimagrante. 

Ai canonici spetta da sempre l'amministrazione della basilica in tutte le sue sfaccettature, compresa la gestione quotidiana del luogo sacro e l'amministrazione dei beni che sono stati accumulati nel corso dei secoli per effetto di lasciti e donazioni. Un patrimonio immobiliare davvero consistente al centro di una annosa disputa tra il Capitolo della basilica e l'Apsa, l'ente finanziario che finora ha gestito tutti gli appartamenti e palazzi del Vaticano, destinando alla basilica una parte dei proventi. Ora i beni della basilica dovrebbero tornare nelle mani dei canonici. «Il Capitolo conserva e amministra il patrimonio immobiliare e finanziario attualmente in essere e le relative rendite» ha disposto Francesco. 

Altre regole

La scorsa settimana Papa Francesco ha emanato altre regole che ha definito transitorie. In un punto di questo documento ha vietato la prassi finora praticata dai canonici di sommare diversi stipendi, tra retribuzioni diocesane, enti sacri o accademici. Bergoglio ha stabilito che i canonici abbiano un «emolumento capitolare non cumulabile con altre provvigioni o altre retribuzioni per servizi prestati nella Curia Romana e nelle altre Istituzioni collegate con la Santa Sede». Si racconta di un canonico che era riuscito ad accumulare ben quattro differenti 'stipendi'. 

La rivoluzione pop è stata resa possibile anche con l'andata in pensione del cardinale Angelo Comastri e dell'arcivescovo Lanzani, una sorta di manager della Fabbrica di San Pietro da dove dipendevano tutti gli appalti. Francesco l'anno scorso aveva messo sotto controllo la gestione della Fabbrica, aprendo una indagine interna per capire la dinamica di procedure gestionali che apparivano opache o un po' troppo personalistiche. Al posto del cardinale Comastri è arrivato un francescano, fino all'anno scorso a capo della comunità di Assisi, Mauro Gambetti che ha elevato al rango cardinalizio.

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