PAPA FRANCESCO

Sos del ministro dell'economia vaticana, i cittadini occidentali in balia del marketing politico

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Il nuovo ministro dell'economia vaticana, il gesuita padre Juan Antonio Guerrero, in un articolo sulla Civiltà Cattolica, anticipa la sua visione politica a difesa dei singoli che oggi, in una visione tendenzialmente bipolare e quasi manipolatoria delle coscienze, fanno intendere «la cittadinanza secondo gli schemi dell'utente e del consumatore». La domanda alla quale cerca di rispondere il nuovo zar dell'economia del Papa riguarda cosa significhi essere cittadini nelle società occidentali. 

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A suo parere la politica dei nostri giorni sembra essere diventata «una lotta a forza di 'altoparlanti' tra pochi pretendenti. L'unica cosa a cui serviamo noi cittadini è quella di sostenerne uno o l'altro, finché non riesca a imporsi; poi, una volta che siamo da soli, facciamo fatica ad apprezzare quello che dicono gli altoparlanti, e tantomeno riusciamo a opporci al loro frastuono».

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Il gesuita spagnolo non ha dubbi che tra la gente serpeggi la percezione di una certa impotenza: «sembra che il controllo sulle forze che governano la nostra vita stia diminuendo».

Padre Guerrero analizza tre ambiti: i luoghi pubblici, i luoghi lavorativi, e le famiglie dove «il meccanismo del marketing di massa, grazie alla televisione, si è intrufolato nelle nostre case». 

La conseguenza di questa parcellizzazione è l'indebolimento delle coscienze. «Gli individui frammentati, privi del riferimento oggettivo di un mondo comune condiviso con altri, sono facili da comprare e da manipolare, con l'aiuto della televisione e di altri mezzi di comunicazione. Basta farli sentire bene soggettivamente, offrire loro sensazioni di libertà, l'illusione di scegliere tra un gran numero di alternative, la possibilità di 'essere in onda', adeguandosi agli indici dell'opinione pubblica e partecipando agli spettacoli di massa».

Per padre Guerrero, l'esercizio della libertà politica non può avvenire in solitudine, ma richiede la pluralità di uomini e di donne. «La speranza va riposta nei gruppi che si legano in uguaglianza e pluralità attorno a una fede condivisa. Costoro sono i portatori del futuro della libertà». 

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