Vaticano, niente voto alle donne al Sinodo. Il cardinale Grech: «Invochiamo lo Spirito Santo»

Vaticano, niente voto alle donne al Sinodo. Il cardinale Grech: «Invochiamo lo Spirito Santo»
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Martedì 7 Settembre 2021, 13:38 - Ultimo aggiornamento: 21:53

Città del Vaticano – Il 10 ottobre si apre il maxi Sinodo, una sorta di Sinodo dei Sinodi, un processo ambizioso voluto da Papa Francesco per rinnovare la Chiesa di tutto il mondo attraverso un coinvolgimento diretto di tutte le realtà locali attravero consultazioni partendo dalla base. Tuttavia, ancora una volta, la grande questione simbolica del voto alle donne (che costituiscono il 50% dei fedeli) non sembra ancora essere previsto. Almeno non nell'immediato nonostante sia una questione che si trascina da decenni e che era stata al centro di proteste da parte di religiose, teologhe, accademiche cattoliche durante i precedenti sinodi.

Negli anni passati il Papa aveva nominato autorevoli osservatrici che avevano preso parte a tutte le fasi di lavoro ma che erano sempre state escluse dalla votazione finale del documento sinodale. Un nodo problematico che difficilmente può essere taciuto dalla parte femminile. Non a caso proprio ieri la Associazione delle donne cattoliche tedesche ha sollevato il problema al quale il cardinale Mario Grech, stamattina, alla conferenza stampa, ha dato risposte elusive ed imbarazzate. 

Sinodo, il cardinale: «Non è il voto che conta»

«Come si svilupperà, visto che il tema è destinato ad andare avanti, è difficile da valutare» ha detto senza sbilanciarsi. Poi ha portato il discorso sulla azione che eserciterà lo Spirito Santo. «Questa attenzione al voto non mi lascia sereno, non è il voto che conta, se è il processo che coinvolge tutto il popolo di Dio allora il popolo punta ad un consenso, quindi dobbiamo insistere più su come possiamo dialogare conversare, discernere per arrivare alla armonia. Io insisto sulla presenza dello Spirito Santo. Se veramente invochiamo lo Spirito Santo può aiutare uomini e donne ad arrivare ad un consenso e magari un giorno faremo a meno del voto».

Intanto stamattina è stato distribuito il documento base che servirà da piattaforma per le discussioni che si svilupperanno per due anni nei vari paesi, attraverso le conferenze episcopali. Si ribadisce che la «Chiesa deve accompagnare le persone nelle sofferenze causate dalla pandemia e dalla poverta' ma non possiamo nasconderci che la Chiesa stessa deve affrontare la mancanza di fede e la corruzione anche al suo interno». E «In particolare non possiamo dimenticare - sottolinea il documento del Vaticano - la sofferenza vissuta da minori e persone vulnerabili a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate».

La Chiesa deve fare anche i conti con i «crimini di abuso» perpetrati nel tempo. «Per troppo tempo quello delle vittime e' stato un grido che la Chiesa non ha saputo ascoltare a sufficienza. Si tratta di ferite profonde - sottolinea il documento -, che difficilmente si rimarginano, per le quali non si chiedera' mai abbastanza perdono e che costituiscono ostacoli, talvolta imponenti, a procedere nella direzione del 'camminare insieme'. La Chiesa tutta e' chiamata a fare i conti con il peso di una cultura impregnata di clericalismo».

Il Vaticano ha di nuovo ripetuto che il Sinodo non assumerà mai il dinamismo di un parlamento, con maggioranze, minoranze e rappresentatività elettive. «La consultazione del Popolo di Dio non comporta, infatti, l'assunzione all'interno della Chiesa dei dinamismi della democrazia imperniati sul principio di maggioranza, perché alla base della partecipazione a ogni processo sinodale vi è la passione condivisa per la comune missione di evangelizzazione e non la rappresentanza di interessi in conflitto». In altre parole, si tratta di un processo ecclesiale che non può realizzarsi se non «in seno a una comunità gerarchicamente strutturata».

«Il Sinodo non è un sondaggio di opinione ma qualcosa che attiene lo Spirito Santo» ha tagliato corto il cardinale Grech. “Riuscirà o fallirà nella misura in cui ci fideremo dello Spirito Santo e allo Spirito Santo affideremo tutte le sfide e i nostri processi!”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA