COVID

Fabriano, vescovo appoggia i sindacati: «No al licenziamento dei 400, vogliono desertificare la zona»

Martedì 6 Aprile 2021 di Franca Giansoldati
Fabriano, vescovo con sindacati e lavoratori: «No al licenziamento dei 400, vogliono desertificare la zona»

Città del Vaticano – Prima c'è stato il terremoto a mettere in ginocchio la zona marchigiana di Fabriano, poi di seguito il Covid e, per ultimo, l'annunciato drastico licenziamento in massa di ben 400 dipendenti su 560, alla Elica, azienda marchigiana leader mondiale nella produzione di cappe da cucina. Ufficialmente per la delocalizzazione in Polonia del 70 per cento della produzione. Il vescovo locale, Franco Massara si è schierato con i lavoratori e i sindacati, lanciando appelli ai politici e alle istituzioni per avviare un tavolo di confronto, anche se ormai le cose sembrano già fatte. In pratica su tre stabilimenti ne verrebbe chiuso uno, quello di Cerreto d’Esi.

Crollo anche per le finanze della Chiesa di Francia, si pensa a dismissioni di edifici religiosi e immobili

«Sono giorni di dramma individuale e collettivo quelli che stiamo vivendo nella diocesi. All''Elica', una delle principali aziende di un territorio gia' ad elevato tasso di disoccupazione, sono stati annunciati oltre quattrocento esuberi. Una voragine sociale minaccia il futuro anche dei lavoratori dell'indotto spingendo verso il fallimento un'intera filiera» spiega il vescovo che teme una sorta di desertificazione sul territorio. 

«Serve subito una soluzione condivisa per le ditte del comparto delle cappe aspiranti che tradizionalmente sono un punto di forza del nostro storico distretto dell'elettrodomestico. Un patrimonio di talenti professionali e capacita' organizzative che non puo' essere disperso» ha fatto sapere il vescovo in una nota. 


 

Ultimo aggiornamento: 8 Aprile, 10:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA