Il Papa chiede al presidente del Sud Sudan di visitare i profughi della guerra civile

Il Papa chiede al presidente del Sud Sudan di visitare i profughi della guerra civile
di Franca Giansoldati
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Sabato 16 Marzo 2019, 14:40

Città del Vaticano - Sono tre anni che Papa Francesco desidera andare nel Sud Sudan, per visitare la popolazione stremata da una lunga guerra civile e dalla fame. Una visita alla quale però ha dovuto rinunciare per la mancanza di condizioni di sicurezza. Il tema si è riproposto stamattina durante l' udienza a Salva Kiir Mayardit, il Presidente della Repubblica del Sud Sudan, arrivato nel palazzo apostolico senza il suo immancabile cappello da cowboy. 

«Sua Santità - spiega una nota della Sala stampa vaticana - ha espresso il desiderio che si verifichino le condizioni di una sua possibile visita in Sud Sudan, come segno di vicinanza alla popolazione e di incoraggiamento al processo di pace. Nel corso dei cordiali colloqui, sono state evidenziate le buone relazioni bilaterali, nonché il contributo della Chiesa cattolica nell'ambito educativo e sanitario e nel processo di riconciliazione e di ricostruzione della Nazione. Ci si è soffermati poi sulle questioni concernenti l'attuazione dell'accordo raggiunto recentemente dai diversi attori politici, in vista della soluzione definitiva dei conflitti, del ritorno dei profughi e degli sfollati nonché dello sviluppo integrale del Paese». 

Sono anni che le ostilità insanguinano il poverissimo Stato africano, il più giovane del mondo. Attualmente è stato siglato un accordo di pace dai contorni piuttosto traballanti. I combattimenti sono tra le truppe governative fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit, di etnia dinka, e gli ex ribelli di etnia nuer che appoggiano il primo vicepresidente Riek Machar, allontanato nel 2013 dalle sue funzioni con l'accusa di tramare un golpe ma richiamato in patria ad aprile per evitare tensioni e scontri. 

Il Revitalised Agreement on the Resolution of Conflict in South Sudan (R-ARCSS) è l’accordo siglato a settembre ad Addis Abeba dal presidente Salva Kiir, e dal leader ribelle, Machar, per porre fine alla guerra civile iniziata nel 2013. Per arrivare alla firma ci sono  voluti 15 mesi di negoziati con le mediazioni di Etiopia, Sudan, Uganda e Kenya. I vescovi sudanesi hanno recentemente denunciato la fragilità della situazione.  

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