MIGRANTI

Papa Francesco individua la radice dell'odio che dilaga nel consumismo

Domenica 1 Dicembre 2019 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Mentre in tutta Europa si chiudono i porti, si alzano i muri, si ergono i fili spinati e si diffonde l'odio e la rabbia e «si cerca il nemico a tutti i costi», Papa Francesco a San Pietro, davanti alla comunità congolese, celebrando una messa all'altare della Cattedra, ripete che le porte della chiesa saranno sempre aperte. «Cari fratelli e sorelle, siete venuti da lontano. Avete lasciato le vostre case, avete lasciato affetti e cose care. Giunti qui, avete trovato accoglienza insieme a difficoltà e imprevisti. Ma per Dio siete sempre invitati graditi. Per Lui non siamo mai estranei, ma figli attesi. E la Chiesa è la casa di Dio: qui, dunque, sentitevi sempre a casa».

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Il Papa riflette sulla tendenza delle società occidentali a chiudersi al prossimo, a ricercare solo il benessere per sé, dimenticando un cammino comunitario. “Mentre il male sulla terra deriva dal fatto che ciascuno segue il proprio cammino senza gli altri, il profeta offre una visione meravigliosa: tutti vengono insieme al monte del Signore”. 

Ai cristiani Francesco ricorda alcuni precisi passi del Vangelo e mette in guardia: «Il vero pericolo che anestetizza il cuore è dipendere dai consumi, è lasciarsi appesantire e dissipare il cuore dai bisogni».

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La radice dell'odio sembra essere ben definita. «Lo vediamo oggi là dove il consumismo impera: quanta violenza, anche solo verbale, quanta rabbia e voglia di cercare un nemico a tutti i costi! Così, mentre il mondo è pieno di armi che provocano morti, non ci accorgiamo che continuiamo ad armare il cuore di rabbia». 

Ai cristiani il Papa invita a vegliare. «Ma a noi oggi tocca vigilare: vincere la tentazione che il senso della vita è accumulare, smascherare l’inganno che si è felici se si hanno tante cose, resistere alle luci abbaglianti dei consumi, che brilleranno ovunque in questo mese, e credere che la preghiera e la carità non sono tempo perso, ma i tesori più grandi«. 

Durante la messa il Papa ha ricordato anche la situazione instabile che esiste in Congo, nell’Est del Paese, specialmente nei territori di Beni e di Minembwe, «dove divampano i conflitti, alimentati anche da fuori, nel silenzio complice di tanti». 

 

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