CORONAVIRUS

A Roma conservato il crocifisso miracoloso che fermò la peste nel 1600

Venerdì 6 Marzo 2020

Città del Vaticano – In queste ore segnate dall'ansia del contagio c'è chi ricorda che a Roma, nella chiesa di San Marcello al Corso, è venerato un antico e prezioso crocifisso, considerato miracoloso, e per questo usato per fermare le pestilenze nella capitale, ai tempi del Papa Re e di quando le pandemie si trasmettevano con maggiore facilità rispetto ad oggi. La foto di questo crocifisso ha cominciato a fare capolino sui social con il suggerimento, da parte di alcuni, di esibirlo nuovamente e portarlo in processione, anche se questo significherebbe contravvenire alle prescrizioni contenute nel decreto del governo che vietano assembramenti di persone e richiedono una distanza di sicurezza di almeno un metro. 

Il crocifisso, esposto nella quarta cappella a destra, è stato oggetto di profonda venerazione da parte dei fedeli di Roma sin dal 1519, quando miracolosamente rimase illeso nel grande incendio. Attorno al 1600 si sviluppò una grave epidemia di peste in tutta la città. Fu allora che il cardinale titolare di S. Marcello, Raimondo Vich, spagnolo, per implorare la divina clemenza, promosse in quell’anno una solenne processione penitenziale alla quale parteciparono tutte le categorie di persone: clero, religiosi, nobili, cavalieri, uomini, donne, vecchi e bambini che «scalzi et coverti di cenere a una et alta voce, interrotta solo da singulti e sospiri, di chi li accompagnava, gridavano “misericordia SS. Crocifisso”».

Durante quella processione, durata ben 16 giorni, il crocifisso fu portato a spalla per i diversi rioni di Roma e giunse fino alla Basilica. I cronisti dell’epoca sono concordi nell’affermare che dove passava la processione nei diversi rioni la peste cessava. 

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