In Canada, nel Quebec, per protesta contro le restrizioni niente messe fino al 10 gennaio

In Canada, nel Quebec, per protesta contro le restrizioni niente messe fino al 10 gennaio
di Franca Giansoldati
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Sabato 25 Dicembre 2021, 11:54

Città del Vaticano – In Canada, nel Quebec, questo Natale sarà ricordato negli anni a venire il divieto a partecipare a qualsiasi messa. I vincoli anti pandemia imposti dal governo hanno suggerito alle autorità religiose di trasferire tutte le celebrazioni natalizie, fino al 10 di gennaio, sul web, sfruttando la radio e la televisione. Una decisione drastica presa a malincuore davanti all'alto tasso di contagi e alle proteste per l'obbligo di green pass alle celebrazioni. «Tenendo conto delle misure sanitarie del governo, alcune chiese offriranno visite per le confessioni e celebrazioni online». I fedeli sono stati invitati a restare in contatto con le parrocchie via Facebook o per telefono. 

I vescovi canadesi hanno così adottato misure creative per non fare perdere alla gente il contatto con il sacro. Sul sito del Quebec viene suggerito di leggere in salotto la storia del Natale e i passi del Vangelo di Luca. «Avrete bisogno di tre persone per leggere e una per cantare. I bambini possono mimare la storia. I fan di Pinterest si divertiranno a scoprire le idee dell'Avvento e del Natale elencate».

Dalla scorsa settimana, il governo del Quebec ha richiesto - per la prima volta nella pandemia - che le persone siano dotate di un passaporto sanitario per partecipare alle funzioni religiose. Questa misura è stata male accolta da molti credenti e sacerdoti. Il vescovo inizialmente aveva pensato di programmare servizi all'aperto per aggirare l'obbligo di controllare i passaporti delle vaccinazioni. Ma visto che anche all'aperto non era possibile è arrivata la decisione drastica, niente messe in presenza fino al 10 gennaio

«Sono consapevole che sarà molto deludente non riunirsi in chiesa quest'anno per le celebrazioni di Natale e Capodanno, ma ritengo che sia nostro dovere partecipare allo sforzo collettivo per prevenire l'ulteriore diffusione del coronavirus», ha detto il cardinale Gérald Lacroix. L'arcidiocesi di Quebec spiega che questa misura eccezionale è destinata a tener conto della «gravità della situazione sanitaria» e che è stata presa «in consultazione con i responsabili delle parrocchie» e l'equipe che circonda l'arcivescovo di Quebec.

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