Papa Francesco e il 'mito' del popolo: «Siamo sostenuti da persone comuni che non fanno notizia»

Papa Francesco e il 'mito' del popolo: «Siamo sostenuti da persone comuni che non fanno notizia»
di Franca Giansoldati
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 11:20 - Ultimo aggiornamento: 14:54

Città del Vaticano – Le persone comuni, la gente, il popolo inteso come l'insieme di tante esistenze che diventano un elemento importante e capace sicuramente di incidere sugli eventi della storia. Papa Francesco, stamattina, all'udienza generale, mentre parlava della figura di San Giuseppe, figura «importante per la storia della salvezza che vive il suo protagonismo senza mai volersi impadronire della scena» è tornato a riprendere il filo rosso della sua predicazione dove le élite, nella visione di Papa Francesco, sono destinate a piegarsi davanti al peso della massa, del popolo.

«Le nostre vite sono sostenute da persone comuni che non fanno notizia, che non compaiono nei titoli dei giornali o delle riviste» ha detto. Il concetto è ricorrente in moltissime omelie e rimanda al più ampio tema del popolo, declinato da Francesco in modo compiuto soprattutto in una intervista a Civiltà Cattolica quando, in una conversazione, si lamentò di una parola «maltrattata: populismo». Cosa che a suo parere equivarrebbe a un errore.

«Popolo è una categoria storica e mitica. Il popolo si fa in un processo, con l’impegno in vista di un obiettivo o un progetto comune. La storia è costruita da questo processo di generazioni che si succedono dentro un popolo. Ci vuole un mito per capire il popolo. Quando spieghi che cos’è un popolo, usi categorie logiche perché lo devi spiegare: ci vogliono, certo. Ma non spieghi così il senso dell’appartenenza al popolo. La parola “popolo” ha qualcosa di più che non può essere spiegato in maniera logica. Essere parte del popolo è far parte di un’identità comune fatta di legami sociali e culturali. E questa non è una cosa automatica, anzi: è un processo lento, difficile… verso un progetto comune» disse a padre Spadaro, direttore del quindicinale dei Gesuiti.

All'udienza generale di stamattina, a proposito del ruolo di San Giuseppe, Francesco ha spiegato: «Egli ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in seconda linea hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. Il mondo ha bisogno di questi uomini e di queste donne».

Anche durante un viaggio a Cesena mentre predicava alla folla fece una battuta sulla Madonna del popolo: «Madonna del popolo, non populista! E’ madre del popolo, è brava». Ovviamente si trattava di una battuta aggiunta a braccio, ma capace di rilevare l'orientamento che per il Papa assume il concetto di popolo nella Chiesa. Non sono pochi i teologi che in questi anni hanno messo in evidenza una “Teologia del popolo”.

Questa concezione fu oggetto di due interventi piuttosto articolati in Colombia, durante il suo viaggio a Cartagena e Bogotà nel 2017. «Vi è la tentazione di fare evangelizzazione per il popolo, verso il popolo, ma senza il popolo di Dio. Tutto per il popolo, ma niente con il popolo. Questo atteggiamento, in ultima istanza, risale a una concezione liberale e illuminista dell’evangelizzazione. E certo, il primo schiaffo a questa visione lo dà la Lumen gentium (il documento sulla Chiesa del Concilio Vaticano II,ndr): la Chiesa è il santo popolo di Dio. Per questo, se vogliamo sentire la Chiesa, dobbiamo sentire il popolo di Dio. Popolo… Oggi bisogna fare attenzione quando si parla di popolo! Perché qualcuno dirà: ‘Finirete per diventare populisti’, e si cominceranno a fare elucubrazioni. Ma bisogna capire che quella di ‘popolo’ non è una categoria logica. Se si vuole parlare di popolo con schemi logici si finisce per cadere in un’ideologia di carattere illuminista e liberale oppure ‘populista’, appunto…, comunque si finisce per chiudere il popolo in uno schema ideologico. Popolo invece è una categoria mitica. E per comprendere il popolo bisogna starci immersi, bisogna accompagnarlo dall’interno». Con San Giuseppe protettore di questa categoria 'mitica'.

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