Gli schiaffetti alla fedele invadente, il Papa si scusa: «Ho perso la pazienza»

Giovedì 2 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO Persino ai pontefici può capitare di perdere le staffe. A volte anche a loro riesce difficile contenere un impeto di rabbia, magari davanti alla maleducazione o alla insistenza una persona molesta oppure davanti a un imprevisto sgradevole. Il primo Angelus del 2020 è stato segnato dalle scuse che Papa Francesco ha rivolto a quei fedeli che sono rimasti colpiti negativamente dalle immagini riprese il giorno prima. 

Schiaffi e scuse, Papa Francesco e l'avversione a scorta e protocollo che lo rende vulnerabile
Papa Francesco, scuse dopo gli schiaffi alla fedele: «A volte perdo la pazienza»

DOPO LA MESSA
Nella giornata di San Silvestro, dopo la messa del Te Deum celebrata nella basilica vaticana, il Papa è sceso sulla piazza per mescolarsi alla folla e visitare il grande presepe arrivato dal Trentino. Come fa sempre, anche in quella occasione, si è avvicinato gentilmente alle transenne dove era stipata tanta gente in attesa di poterlo vedere, stringerli la mano, fargli una foto con il cellulare. 
 

In quegli attimi si vede che ha baciato un bimbo, accarezzato una anziana poi ad un tratto mentre si stava voltando per raggiungere altra gente in attesa dietro la transenna sul lato opposto, è stato tirato improvvisamente per la mano da una signora asiatica che sporgendosi leggermente è arrivata a strattonarlo rudemente. 
La scenetta ripresa da un telefonino ha subito fatto il giro del mondo. Una smorfia di dolore si è stampata sul volto del Papa, il quale ancora per poco non perde l’equilibrio. Si è trattato di una frazione di secondo e la reazione umana di Bergoglio, preso alla sprovvista, non si è fatta attendere. Stizza, irritazione, probabilmente anche per la paura di cadere. 

GESTO INUSUALE
Il Papa soffre da tempo di una dolorosissima sciatalgia che sopporta stoicamente con il sorriso sulle labbra anche se ormai lo costringe a zoppicare un po’ e a cercare un aiuto per salire e scendere i gradini. Così Francesco in quell’istante prima ha cercato di divincolarsi dalla stretta della donna, poi vedendo che questa continuava a parlare concitata, tirandolo ancora più forte, gli ha assestato due schiaffi sul dorso della mano. Un gesto inusuale e certamente non troppo bello a vedersi, specie se per protagonista è il successore di San Pietro. 
Inutile dire che in un battibaleno sui social si è scatenato il delirio di commenti e di ironie e il filmato è stato condiviso in tutte le lingue. Per questo ieri, a mezzogiorno, affacciandosi su una piazza san Pietro inondata dal sole, dopo la messa della pace del primo dell’anno dedicata alla donna, ha affrontato di petto la questione, chiedendo scusa ai fedeli per non essersi controllato. «Tante volte perdiamo la pazienza, anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio che ho dato». 

Poche parole ma di grande peso. Una piccola rivoluzione come ha fatto anche altre volte in passato, chiedendo scusa ai fedeli magari per essere in stato in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Una volta lo ha fatto persino per essere rimasto chiuso nell’ascensore, accumulando una decina di minuti sull’Angelus domenicale. 

IN DIFESA DELLE DONNE
Il capodanno di Papa Francesco però verrà ricordato soprattutto per le parole che ha pronunciato sulle donne, augurandosi che il percorso di una parità sempre meno condizionata dalla cultura patriarcale e machista possa portarle ai vertici delle istituzioni.

Se le donne fossero incluse nei processi decisionali, ha detto, il mondo intero ne trarrebbe sicuro beneficio. Ha poi condannato i maltrattamenti e gli abusi sulle donne con parole nette: «Ogni violenza inferta è una profanazione di Dio, nato da donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l’umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità». Una apertura non scontata che lascia sperare che in futuro anche la Santa Sede, esattamente come hanno fatto i paesi europei, possa firmare la Convenzione di Istanbul contro le violenze sulle donne. 

Fino ad oggi il Vaticano si è rifiutato di sottoscriverlo senza mai offrire spiegazioni. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica è un accordo raggiunto nel 2011 ma ad oggi la diplomazia del Vaticano lo ha vistosamente ignorato. Speriamo lo faccia ora Papa Francesco.
 

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