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Papa Francesco, il significato del messaggio sui migranti che ha scatenato polemiche (e i temi non trattati)

Papa Francesco, cosa ha voluto dire sui migranti scatenando le polemiche (e i temi non trattati)
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Lunedì 7 Febbraio 2022, 19:03 - Ultimo aggiornamento: 19:19

Città del Vaticano – E dire che si era anche raccomandato: niente polemiche. E invece le parole di Papa Francesco sui migranti, nell'intervista a Che tempo che fa - mandata in onda su Rai Tre in differita ieri sera – hanno subito increspato le acque della politica. Esattamente come è accaduto anche tre anni fa in Spagna, quando Bergoglio concesse a Jordi Evole, uno dei più noti giornalisti spagnoli, una intervista fiume all'interno di un programma di grandissima popolarità (ascoltato persino in America Latina). Ieri sera tra tutti i temi toccati quello che ha sollevato immediatamente in Italia un acceso dibattito è quello relativo ai flussi migratori, alle quote, ai respingimenti, al ruolo dell'Europa purtroppo incapace di darsi regole comuni per non lasciare sole nazioni di primo sbarco: la Spagna, l'Italia, la Grecia.

I migranti

Tra i primi politici che sono intervenuti, già ieri sera, il più caloroso e convinto è stato Matteo Salvini che (per una volta) si è detto totalmente d'accordo con il pontefice, mettendo da parte quando in passato lo prendeva a bersaglio. Ciò che ha apprezzato tantissimo è la strigliata papale all'Europa che non vuole mettersi a tavolino e trovare una politica comune, individuando delle quote per gli ingressi, curando l'integrazione culturale dei migranti. Il dramma del Mediterraneo, definito da Francesco il più grande cimitero europeo, è stato al centro di un profluvio di pareri, critiche, scontri. I sindaci di Lampedusa e di Pozzallo, diversi parlamentari, segretari di partito e ovviamente le Ong che solcano il mare per intercettare i barconi che hanno lanciato strali contro coloro che impediscono di aprire i porti. Intanto i migranti affogano o muoiono di freddo mentre passano alla frontiera sulle Alpi o percorrendo la via balcanica.

 

Il Papa «ultimo socialista»

Il Papa super pop, con una share del 25%, con picchi del 31%, è stato al centro anche di un singolare botta e risposta, stavolta la polemica è tutta a sinistra, dopo che lo scrittore Saviano ha definito Francesco, durante la trasmissione, l'ultimo socialista. A distanza di 24 ore la voce di Bertinotti è arrivata tramite l'Adnkronos per deridere un po' lo scrittore: «Forse non si è accorto che in Sud America in tutte le elezioni ha vinto un socialista, dal Cile alla Bolivia. Di socialisti e comunisti anche senza partiti ne esistono moltissimi nella società, anche in Europa. Credo poi che il Papa sia oltre le definizioni politiche, non ha bisogno di una definizione secolare» ha sbottato Bertinotti.

I temi non trattati

Uno dei siti cattolici più seguiti, Il Sismografo, diretto da Luis Badilla ha di seguito tuonato severo: «ormai siamo vicini alla papolatria» rilevando come, nel corso della trasmissione, il conduttore Fabio Fazio abbia volutamente lasciato fuori dalla porta quesiti importanti. «Chiama l'attenzione il fatto che sono rimaste fuori alcuni argomenti rilevanti, per esempio la pedofilia clericale e le ultime rivelazioni, il significato dei suoi recenti viaggi all'estero e quelli in preparazione, le sue condizioni di salute e l'agibilità per affrontare gli impegni pastorali, e infine l'aver definito la Creazione - senza spiegare cosa voleva dire - "una storia, un mito"».

Il giallo

Infine un piccolo giallo. Luis Badilla riferisce di avere appreso da fonti autorevoli che la Rai sta vendendo a 970 euro un minuto dell'intervista. «L'intero filmato - ha scritto - verrebbe a costare 54.320 euro. Si è saputo anche che chiunque abbia il desiderio di comprare alcuni minuti della registrazione o tutto il filmato deve avere prima un nullaosta del Dicastero per le comunicazione. Questo materiale acquistato si potrebbe diffondere solo in Italia». La RAI non ha commentato in alcun modo. «Se fosse vero, niente di male, è il mercato. Potrebbe essere magari una buona occasione per aiutare le diocesi e le parrocchie, anche le Ong, che si occupano di migranti e rifugiati o per aiutare i programmi per le vaccinazioni nel Terzo mondo».

Il prossimo viaggio

Intanto il Papa sta già organizzando il suo prossimo viaggio internazionale. La meta sarà a Malta, dove era già stato durante i primi anni di pontificato. Ha deciso di tornarci ancora per parlare di flussi migratori all'Europa, anche se da quell'orecchio Bruxelles sembra piuttosto sorda.

 

 

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