Papa Francesco giovedì incontrerà il presidente d'Israele per la seconda volta

Papa Francesco giovedì incontrerà il presidente d'Israele per la seconda volta
di Franca Giansoldati
2 Minuti di Lettura

Città del Vaticano – Papa Francesco giovedì 15 novembre  incontrerà in Vaticano, Reuven Rivlin, Presidente dello Stato di Israele. Una visita di cortesia che aiuterà il pontefice ad essere informato, in generale, sulla situazione del Medio Oriente e, in particolare, sul conflitto con i palestinesi. Rivlin è la seconda  volta che viene ricevuto in Vaticano. Era accaduto già nel 2015 in un clima un po’ teso perché la Santa Sede aveva appena approvato il riconoscimento dello Stato di Palestina. Papa Francesco, in quella occasione, aveva chiesto a Rivlin di  rilanciare negoziati diretti tra israeliani e palestinesi.

Stavolta a fare da sfondo all’incontro è la richiesta dei vescovi cattolici di Terra Santa della legge sullo  Stato- Nazione adottata dal Parlamento israeliano lo scorso il 19 luglio 2018, che definisce Israele Stato-Nazione del popolo ebraico. La Chiesa chiede sia abrogata poiché contraddittoria con i canoni umanistici e democratici rintracciabili nella stessa legislazione israeliana volte a tutelare e promuovere «i diritti umani, il rispetto della diversità e il rafforzamento della giustizia, dell'uguazlianza e della pace».

In una dichiarazione sottoscritta anche dall'arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme – e padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa - i rappresentanti delle comunità cattoliche hanno messo in luce la discriminazione con i connazionali israeliani. «I nostri fedeli, cristiani, e i loro compagni musulmani, drusi e baha'i, tutti noi arabi» si legge nella dichiarazione «non sono meno cittadini di questo Paese dei nostri fratelli e sorelle ebrei». I vescovi cattolici sostengono che fin dalla proclamazione d'indipendenza d'Israele era stata avvertita una tensione interna alla formula che definiva lo Stato israeliano come nel contempo ebraico e democratico. «Nella continua dialettica per conservare un equilibrio tra questi due termini, l'emanazione della Legge fondamentale del 1992 sulla dignità umana e la libertà da parte della Knesset aveva rappresentato un passo importante per garantire i cittadini d'Israele da ogni forma di discriminazione. Ma adesso, la nuova Legge fondamentale su Israele Stato ebraico, approvata nel luglio 2018, anche cambia molto poco nella pratica, fornisce una base costituzionale e legale per la discriminazione tra i cittadini israeliani, affermando chiaramente i principi in base ai quali i cittadini ebrei devono essere privilegiati rispetto ad altri cittadini».
 

Lunedì 12 Novembre 2018, 14:14 - Ultimo aggiornamento: 14:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA