Papa Francesco sospende per 6 mesi il cardinale Woelki per come sono stati gestiti gli abusi a Colonia

Papa Francesco sospende per 6 mesi il cardinale Woelki per come sono stati gestiti gli abusi a Colonia
di Franca Giansoldati
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Venerdì 24 Settembre 2021, 23:37

Città del Vaticano – Papa Francesco ha sospeso per sei mesi l'arcivescovo ultraconservatore di Colonia, Rainer Maria Woelki. In pratica il porporato resterà al suo posto ma ora si prenderà una pausa di riflessione forzata. All'origine della decisione del Papa il modo in cui il porporato tedesco ha gestito diversi casi di abuso. 

Nel mese di marzo erano stati resi noti i risultati di una clamorosa indagine indipendente sulla gestione della violenza sessuale a Colonia. La ricerca commissionata da Woelki copriva il periodo dal 1975 al 2018 ed esaminava in dettaglio ben 236 fascicoli con l'obiettivo di identificare, il più concretamente possibile, eventuali carenze e violazioni della legge, nonché i responsabili. «Abbiamo incontrato un sistema di mancanza di responsabilità, mancanza di chiarezza giuridica, mancanza di controllo e mancanza di trasparenza, che in ogni caso hanno favorito la segretezza e in cui erano coinvolte molte parti, anche al di fuori dell'arcidiocesi di Colonia. Di conseguenza, non si dovrebbe parlare di insabbiamento sistematico da parte dei responsabili ma di insabbiamento legato al sistema o inerente al sistema» si legge nella ricerca.

La decisione di Papa Francesco, comunicata dalla conferenza episcopale tedesca, è arrivata dopo un colloquio con il cardinale il quale aveva ammesso (anche pubblicamente) «grossi errori». Woelki principale voce critica nei confronti del percorso sinodale tedesco verrà sostituito fino all'anno prossimo da un amministratore apostolico, monsignor Rolf Steinhaeuser. «Ho fatto degli errori nella comunicazione. E di questo mi assumo ovviamente la responsabilita'. Mi dispiace molto e ne sono addolorato» ha affermato Woelki.

L'arcidiocesi era stata di fatto commissariata dal pontefice nel mese di maggio dopo che era stato accertato che tra il 1975 e il 2018, 202 aggressori, quasi due terzi dei quali erano sacerdoti, avevano compiuto abusi su almeno 314 minorenni. Due officiali nel frattempo erano stati subito sospesi, uno - vescovo ausiliare - aveva rassegnato le dimissioni nelle mani del papa.

Woelki ha riconosciuto il fallimento di coloro che nel corso della storia dell'arcidiocesi hanno «impedito processi, protetto i colpevoli, e soprattutto hanno mostrato poca sensibilità nei confronti delle vittime» compreso i suoi predecessori tra cui il defunto cardinale Joachim Meisner (1989-2014), nominato da Giovanni Paolo II, amico di Benedetto XVI, e tra i quattro cardinali che attaccarono Jorge Mario Bergoglio sull'Amoris Laetitia.

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