Papa Francesco a San Pietro: i vescovi imparino a pregare con il cuore e non a pappagallo

Bergoglio ha ordinato due nuovi vescovi

Papa Francesco a San Pietro: i vescovi imparino a pregare con il cuore e non a pappagallo
di Franca giansoldati
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Domenica 17 Ottobre 2021, 11:42

Pregare con il cuore e non come un pappagallo, avere una agenda non troppo piena e trovare sempre il tempo di richiamare le persone che hanno chiamato al cellulare. Papa Francesco stamattina in basilica, alla presenza di 1500 fedeli, ha ordinato due nuovi vescovi e davanti a loro ha aggiunto altre caratteristiche a suo parere necessarie per la figura di vescovo. Al vescovo «compete il servire e non il dominare» e deve restare vicino «al Popolo di Dio, agli altri vescovi, ai suoi sacerdoti e a Dio» ha detto.

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Uno dei due ordinati è Guido Marini, nuovo vescovo di Tortona, per anni suo capo delle cerimonie liturgiche. L'altro è Gabriel Ferrada Moreira, segretario della Congregazione per il clero. Già in altre circostanze papa Francesco si era soffermato su quelli che dovrebbero essere i tratti salienti dei vescovi, secondo la sua visione di Chiesa da campo. Una volta disse che i vescovi non dovevano cercare né le promozioni, né i viaggi, un altra volta tuonò contro la tendenza al carrierismo e a essere più manager che non pastori. Ha persino sottolineato la necessità di coltivare la virtù della pazienza. «Cinque sono le virtù di un vescovo, prima la pazienza, seconda la pazienza, terza la pazienza, quarta la pazienza e ultima la pazienza con coloro che ci invitano ad avere pazienza», disse. 

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Nel corso dell'omelia della messa di ordinazione di stamattina, ispirandosi alle letture il Papa, stavolta ha fatto affiorare l'insegnamento degli Apostoli. «Nel vescovo è presente in mezzo a noi lo stesso Signore Gesù Cristo sommo sacerdote in eterno», ha spiegato, «Cristo nella paternità del vescovo guida il popolo di Dio nel pellegrinaggio terreno fino alla felicità eterna». Quindi, rivolgendosi ai due ordinandi, ha aggiunto: «riflettete, siete stati scelti tra gli uomini e per gli uomini. Non per voi, ma per gli altri». Questo vuol dire che «l'episcopato è il nome di un servizio, non il nome di un onore». Quindi chi si assume questo peso deve custodire la propria vocazione nel servire annunciando la Parola «in ogni occasione, opportuna e non opportuna».

Infine non è mancato un appello a mantenere le giuste distanze e a non farsi travolgere dalle correnti interne. «Quelli sono di quel partito e io di questo. Siate vescovi. Ci saranno discussioni tra voi ma come fratelli e vicini. Mai sparlare dei fratelli vescovi. Terza vicinanza ai sacerdoti: per favore, non dimenticatevi che essi sono i prossimi, più prossimi di voi. Se tu vieni a sapere che ti ha chiamato un sacerdote, contattalo lo stesso giorno o quello dopo, lui con questo saprà che ha un padre. Se non vengono da voi, vai a trovarli. Quarta vicinanza al santo popolo fedele di Dio: non dimenticare che sei stato tolto dal gregge non da una elite che ha studiato e ha tanti titoli e quindi gli tocca essere vescovo. Non dimenticate, per favore, queste quattro vicinanze».

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