Il cardinale Grech spedito dal Papa alla Cei per ammansire la fronda: «Troviamo soluzioni condivise»

credit Vatican News
di Franca Giansoldati
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Martedì 23 Novembre 2021, 20:11

Per ammansire la fronda dei vescovi italiani critici sul modo di procedere del 'Sinodo dei Sinodi' avviato il mese scorso dal Papa in tutto il mondo, con consultazioni popolari su tutti gli argomenti, nessuno escluso: dai gay al celibato sacerdotale, al ruolo delle donne, Bergoglio ha dovuto spedire all'hotel Ergife il cardinale Mario Grech, il coordinatore della gigantesca macchina organizzativa. Le contestazioni del resto, al momento della partenza, non erano mancate e così Grech, stamattina all'assemblea della Cei, è andato con il ramoscello d'ulivo in mano dicendo che non ha mai avuto la «pretesa di imporre punti di vista che deriverebbero da una funzione o da un livello di vita superiori: il  desiderio è di cercare insieme soluzioni condivise, per la piena realizzazione di questo Sinodo per una Chiesa sinodale».

Un concetto quello del Sinodo per una Chiesa sinodale un po' astruso che, grosso modo equivale a portare dentro le comunità e le strutture una gestione delle cose meno verticistica di quanto non sia ora e persino più democratica, sebbene la democrazia non sia proprio un concetto calzante per la Chiesa. Quello che, in buona sostanza, vorrebbe Papa Francesco è di avviare progressivamente riforme in base al sentire comune dei fedeli, in un cammino congiunto ai vertici. 

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«Qualcuno ha accusato la Segreteria Generale del Sinodo di voler strafare. In realtà, non abbiamo fatto altro che tradurre in un processo articolato e conseguente quanto è stato stabilito» in diversi documenti, ha precisato Grech. Per la prima volta non sono solo tutti i Vescovi ad essere coinvolti nel processo consultativo, ma tutti i battezzati, uomini e donne.

Grech ammette che si tratta di una decisione di portata enorme, le cui conseguenze nessuno potrà prevedere (« non siamo ancora in grado di misurare gli esiti e le conseguenze»). Non sono in pochi, infatti, che temono il rischio di un cammino che, come in Germania, possa scompaginare gli equilibri e introdurre elementi destabilizzanti. In Germania le comunità sono spaccate, vi sono forti tensioni tra chi vorrebbe aprire al sacerdozio femminile, chi abolire il celibato, chi introdurre la benedizione per le coppie gay, la trasparenza totale sulle finanze, la inter comunione con i luterani. Insomma, un quadro tutt'altro che tranquillo.

Grech ha precisato ai vescovi italiani: «Come avete potuto vedere dal Documento preparatorio, abbiamo cancellato il termine “questionario”, per evitare ogni equivoco circa la consultazione, che non può e non potrà mai essere un’indagine demoscopica. Non solo: abbiamo anche scelto di non moltiplicare le domande, ma di concentrare tutto in un solo interrogativo fondamentale: Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, “cammina insieme”; come questo “camminare insieme” si realizza nella vostra Chiesa particolare?» Chissà se è riuscito a convincere tutti. 

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