NATALE

Vaticano, il Covid non ferma l'arrivo del grande albero di Natale abbattuto in Slovenia

Venerdì 30 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Il Covid farà quasi certamente saltare la tradizionale messa di Natale a San Pietro (il Papa la celebrerà da solo con pochissime persone) ma – fortunatamente - non riesce a cancellare il complesso allestimento dell'albero e del presepe. Anche quest'anno, rispettando tutte le misure restrittive, verrà allestita sulla piazza vaticana, la natività.

Il presepe stavolta arriva da Castelli, in provincia di Teramo, mentre l'albero dalla Slovenia sudorientale, esattamente dal territorio del comune di Kočevje: un maestoso abete rosso di 28 metri e del diametro di 70 centimetri a terra.

L'allestimento del tradizionale spazio dedicato al Natale, spiegano in Vaticano, «vuole essere un segno di speranza e di fiducia per il mondo intero. Vuole esprimere la certezza che Gesù viene in mezzo al suo popolo per salvarlo e consolarlo. Un messaggio importate in questo tempo difficile a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19». 

La tradizionale inaugurazione del Presepe e l'illuminazione dell'albero di Natale, si terranno, pur con le limitazioni imposte dalla pandemia, in piazza San Pietro, venerdì 11 dicembre, alle ore 16,30. 

Il Presepe monumentale di Castelli è formato da statue di ceramica a grandezza maggiore del naturale. Si tratta di un'opera realizzata dall’Istituto d’arte “F.A. Grue”. Verranno esposti solo alcuni pezzi della fragile collezione composta da 54 statue. Verranno collocati lateralmente a una pedana luminosa di circa 125 metri quadrati che circonda in leggera pendenza parte dell’obelisco. Le sculture rappresentano i Magi; al centro, sul punto più alto della pedana, è collocato il gruppo della Natività con l’Angelo con le ali aperte.

Per quanto riguarda l'abete rosso, proviene da Kočevje, città sul fiume Rinža, uno dei territori sloveni dove la natura è più intatta, considerando che le foreste ricoprono il 90% del suo territorio. Una foresta vergine inserita tra i 63 siti delle antiche faggete primordiali nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco. 


 

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