Messa di Natale, Papa Francesco: «Dare dignità al lavoro, basta morti»

L'omelia del pontefice: mai più avidità e lamentele, chiedere grazie della piccolezza

Messa di Natale, Papa Francesco: «Dare dignità al lavoro, basta morti»
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Venerdì 24 Dicembre 2021, 20:22 - Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre, 14:47

Nella sera della vigilia di Natale, Papa Francesco celebra la Messa dall’altare della confessione della Basilica di San Pietro. E durante l'omelia si sofferma sulla strage dei morti sul lavoro, più di mille nel 2021 in Italia. Al termine della Messa, invece, ha preso il Bambinello e, circondato dai bambini con i fiori, si è avviato in processione lungo la navata fino al Presepe della Basilica. Il diacono ministrante ha deposto il Bambinello nella culla mentre  bambini hanno posato i fiori al Presepe. Poi il Pontefice lo ha incensato. Davanti alla Pietà di Michelangelo, prima di uscire, il Papa ha infine salutato i bambini.

«Basta morti sul lavoro»

 «Gesù nasce lì, vicino ai pastori, vicino ai dimenticati delle periferie. Viene dove la dignità dell'uomo è messa alla prova. Viene a nobilitare gli esclusi e si rivela anzitutto a loro: non a personaggi colti e importanti, ma a gente povera che lavorava. Dio stanotte viene a colmare di dignità la durezza del lavoro - ha detto il Papa -. Ci ricorda quanto è importante dare dignità all'uomo con il lavoro, ma anche "dare dignità al lavoro dell'uomo", perché l'uomo è signore e non schiavo del lavoro. Nel giorno della vita ripetiamo: basta morti sul lavoro! E impegniamoci per questo».

Poi continua: «Guardiamo ancora al presepe e vediamo che Gesù alla nascita è circondato proprio dai piccoli, dai poveri - ha sottolineato il Pontefice -. Chi sono? I pastori. Erano i più semplici e sono stati i più vicini al Signore. Lo hanno trovato perché, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge». «Stavano lì per lavorare, perché erano poveri e la loro vita non aveva orari, ma dipendeva dal gregge - ha ricordato Francesco -. Non potevano vivere come e dove volevano, ma si regolavano in base alle esigenze delle pecore che accudivano».

 

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«Mai più avidità e lamentele»

«Ecco che cosa chiedere a Gesù per Natale: la grazia della piccolezza - ha detto Papa Francesco nel corso dell'omelia - Signore, insegnaci ad amare la piccolezza. Aiutaci a capire che è la via per la vera grandezza. Ma che cosa vuol dire, concretamente, accogliere la piccolezza? Per prima cosa vuol dire credere che Dio vuole venire nelle piccole cose della nostra vita, vuole abitare le realtà quotidiane, i semplici gesti che compiamo a casa, in famiglia, a scuola, al lavoro. È nel nostro vissuto ordinario che vuole realizzare cose straordinarie».

«Ed è un messaggio di grande speranza - ha sottolineato il Pontefice - Gesù ci invita a valorizzare e riscoprire le piccole cose della vita. Se Lui è con noi lì, che cosa ci manca? Lasciamoci allora alle spalle i rimpianti per la grandezza che non abbiamo. Rinunciamo alle lamentele e ai musi lunghi, all'avidità che lascia insoddisfatti!».

 

«Ecco il messaggio: Dio non cavalca la grandezza, ma si cala nella piccolezza», ha detto ancora Francesco. «La piccolezza è la via che ha scelto per raggiungerci, per toccarci il cuore, per salvarci e riportarci a quello che conta», ha spiegato. «Fratelli, sorelle - ha esortato il Pontefice -, sostando davanti al presepe guardiamo al centro: andiamo oltre le luci e le decorazioni, che sono belle, e contempliamo il Bambino. Nella sua piccolezza c'è tutto Dio. Riconosciamolo: "Bambino, Tu sei Dio, Dio-bambino"».

«Lasciamoci attraversare da questo scandaloso stupore - ha continuato -. Colui che abbraccia l'universo ha bisogno di essere tenuto in braccio. Lui, che ha fatto il sole, deve essere scaldato. La tenerezza in persona ha bisogno di essere coccolata. L'amore infinito ha un cuore minuscolo, che emette lievi battiti. La Parola eterna è infante, cioè incapace di parlare. Il Pane della vita deve essere nutrito. Il creatore del mondo è senza dimora». Secondo il Papa, «oggi tutto si ribalta: Dio viene al mondo piccolo. La sua grandezza si offre nella piccolezza. E noi - chiediamoci - sappiamo accogliere questa via di Dio? È la sfida di Natale - ha sottolineato -: Dio si rivela, ma gli uomini non lo capiscono. Lui si fa piccolo agli occhi del mondo e noi continuiamo a ricercare la grandezza secondo il mondo, magari persino in nome suo»

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