MIGRANTI

Papa Francesco dedica una giornata a poveri e migranti «spesso strumentalizzati dalla politica »

Giovedì 13 Giugno 2019 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - «Come dimenticare gli immigrati vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico a cui sono negati l’uguaglianza e la solidarietà». Papa Francesco ha annunciato che il 17 novembre si celebrerà  la  Giornata Mondiale dei Poveri  con 1500 persone in difficoltà; altri 1500 persone  saranno contemporaneamente ospiti a pranzo in altre strutture di Roma. «Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti» fa sapere il Papa nel messaggio diffuso per la Giornata mondiale dedicata ai poveri, una categoria piuttosto ampia alla quale appartengono senzatetto, disoccupati orfani, famiglie profughe, «emarginati che si aggirano nelle strade delle nostre città».

 «I poveri - scrive Bergoglio - sono persone a cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo». «Con gli occhi umani non si riesce a vedere questa forza salvifica; con gli occhi della fede, invece, la si vede all' opera e la si sperimenta in prima persona. Nel cuore del Popolo di Dio in cammino pulsa questa forza salvifica che non esclude nessuno e tutti coinvolge in un reale pellegrinaggio di conversione per riconoscere i poveri e amarli».

Monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione ha detto che per l'occasione verrà attivato un presidio sanitario e San Pietro per visite mediche gratuite. «L'anno scorso sono stati effettuati 3mila interventi e in alcuni casi, gente arrivata con infarto in corso, sono state salvate delle vite», ha riferito. «La novità di quest'anno sarà un concerto il 9 novembre per i poveri e con i poveri», ha aggiunto riferendo che sarà tenuto dal maestro Nicola Piovani con monsignor Marco Frisina.

Non è mancato un cenno alla vicenda del cardinale elettricista. Ad una domanda dei giornalisti Fisichella ha spiegato che l’intervento del cardinale Kraiewski era stato ispirato dalla bontà, sebbene realizzato in un quadro illegale. «Credo che quando c’è una condizione di povertà oggettiva, benché strumentalizzata, e un atto di generosità dettato dal cuore, benché illegale, ci possa essere una forma di comprensione di un gesto finalizzato a restituire sollievo a quanti soffrono».

Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, circa un mese fa in un palazzo romano occupato, ha riattivato la corrente elettrica. «Dobbiamo anzitutto chiedere al cardinale – ha detto Fisichella– se fosse informato realmente di quella che era la condizione che l’aveva coinvolto. Molte di queste notizie, di cui ho appreso dai giornali, hanno riferito di alcune persone che dall’interno hanno parlato con lui. Forse dovremmo chiedere al cardinale quanto lui fosse oggettivamente a conoscenza delle situazioni di illegalità che erano presenti», ha concluso Fisichella © RIPRODUZIONE RISERVATA

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