MIGRANTI

Migranti, il Papa passa alla fase 2 per fare pressing sull'Europa e manda a Lesbo il suo braccio destro

Mercoledì 8 Maggio 2019 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – La strategia del Papa per fare pressing sui Paesi europei a non dimenticare l'anima del vecchio continente e a lasciare aperti i cuori ai migranti, passa alla fase due. A poche settimane dal voto europeo e dopo la visita appena conclusa in Bulgaria, dove sono state costruite barriere per contenere i migranti, è stata annunciata la fase due. Stavolta si tratta di una missione affidata all’Elemosiniere apostolico, il cardinale Konrad Krajewski, che a nome del Papa è volato a Lesvos - l'isola greca di fronte alla Turchia, dove sono ancora richiusi centinaia di migranti che nessuno in Europa si vuole prendere in carico.

Un recente rapporto dell'Oxfam ha denunciato come, nei mesi scorsi, in pieno inverno, donne incinte, bambini soli sopravvissuti alle torture e alla guerra sono costretti in condizioni disumane” e di sovraffollamento nei campi profughi, dove vengono regolarmente calpestati i loro diritti. Centinaia di persone di fatto bloccate e in attesa di capire come possa evolvere il loro futuro.

Proprio per rinnovare la sollecitudine e la vicinanza a profughi e rifugiati ospitati a Lesbos, a tre anni dalla sua visita sull’isola greca, assieme al Patriarca Bartolomeo, il Papa ha mandato il suo braccio destro per la carità. Assieme a Kraiewski è partito anche Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Commissione episcopale europea, la Comece. Ufficialmente è per esprimere la solidarietà di tutta la Chiesa, ma il viaggio, che si concluderà venerdì 10 maggio, (organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale) avrà anche il compito di raccogliere informazioni e prendere visione di persona della situazione che tante organizzazioni internazionali hanno più volte denunciato senza troppo successo.

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