PAPA FRANCESCO

Papa Francesco: l'Islam è nostro partner per la pace nel Mediterraneo

Venerdì 21 Giugno 2019 di Franca Giansoldati
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Dialogo, dialogo, dialogo. L'Islam è in cima alle preoccupazioni papale e, da Napoli, proprio di fronte al Golfo, sprona ogni centro universitario cattolico del mondo a lavorare per cementare i rapporti con i musulmani. Servono teologi che sappiano lavorare assieme. Dal palco eretto sulla collina di Posillipo, davanti al Mediterraneo, nel centro studi dei gesuiti, Papa Bergoglio si raccomanda: «con i musulmani siamo chiamati a considerarli partner per costruire una convivenza pacifica, anche quando si verificano episodi sconvolgenti ad opera di gruppi fanatici nemici del dialogo, come la tragedia della scorsa Pasqua nello Sri Lanka».

Poi racconta un aneddoto significativo che è avvenuto a Colombo, poco tempo fa, dopo l'attentato di aprile. Il cardinale di Colombo, Ranjit dopo la carneficina compiuta dagli estremisti islamici dell'Isis, quando ha saputo che c'era un gruppo di cristiani che si stava armando per andare nel quartiere islamico e vendicarsi ha chiamato l'imam. «Il cardinale mi ha detto che assieme sono andati a fare capire a questi cristiani che tra lui e l'imam c'era amicizia». Papa Francesco ripete il concetto che il Mediterraneo è un'area in cui è cresciuto il meticciato, un miscuglio di culture.

«l Mediterraneo è da sempre luogo di transiti, di scambi, e talvolta anche di conflitti. Questo luogo oggi ci pone una serie di questioni, spesso drammatiche. Esse si possono tradurre in alcune domande che ci siamo posti nell’incontro interreligioso di Abu Dhabi: come custodirci a vicenda nell’unica famiglia umana? Come alimentare una convivenza tollerante e pacifica che si traduca in fraternità autentica?“.

Il processo del dialogo con l'Islam, iniziato con il Concilio Vaticano II e avanzato al punto di un unico documento firmato ad Abu Dabhi a febbraio, è irreversibile. «Gli studenti di teologia dovrebbero essere educati al dialogo con l’Ebraismo e con l’Islam per comprendere le radici comuni e le differenze delle nostre identità religiose, e contribuire così più efficacemente all’edificazione di una società che apprezza la diversità e favorisce il rispetto, la fratellanza e la convivenza pacifica. Con i musulmani siamo chiamati a dialogare per costruire il futuro delle nostre società e delle nostre città».

Durante un viaggio in aereo, al termine di una conferenza stampa, il Papa aveva confidato ai giornalisti di temere lo scoppio di una terza guerra mondiale, di un conflitto alimentato da uno scontro con l'Islam.

«Come far prevalere nelle nostre comunità l’accoglienza dell’altro e di chi è diverso da noi perché appartiene a una tradizione religiosa e culturale diversa dalla nostra? Come le religioni possono essere vie di fratellanza anziché muri di separazione?» Le domande Papa Francesco le lascia aperte. Il processo teologico è in corso e dipenderà da come i centri universitari cattolici seguiranno e applicheranno queste direttive. 

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