Vaticano, Cassazione annulla ordinanza Riesame su arresto broker Torzi

Vaticano, Cassazione annulla ordinanza Riesame su arresto broker Torzi
di Franca Giansoldati
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Venerdì 15 Ottobre 2021, 17:51 - Ultimo aggiornamento: 17:55

Città del Vaticano – Dopo la sentenza dei giudici inglesi che, qualche mese fa, avevano smontato l'impianto accusatorio dei magistrati vaticani ora è la Cassazione a dare un altro duro colpo ai pm del Papa. Alcuni giorni fa la Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di misura cautelare nei confronti di Gianluigi Torzi emessa dal Tribunale del Riesame di Roma. Al broker molisano – finito nell'inchiesta vaticana per il famigerato palazzo di Londra acquistato con i fondi della Segreteria di Stato - era stata contestata l'ipotesi di reato per auto-riciclaggio degli introiti ottenuti nel quadro della compravendita, un caso dai contorni ingarbugliati che ruotano attorno all'edificio londinese. Ora il tribunale del Riesame dovrà esprimersi nuovamente, spiegano i legali del finanziere molisano che fece da intermediario per far tornare alla Segreteria di Stato la proprietà dell'immobile. A giugno del 2020 Torzi venne interrogato, arrestato per dieci giorni, poi rilasciato in "libertà provvisoria" dal Vaticano.

Le accuse

Al momento del rinvio a giudizio il Promotore di giustizia (il pm Vaticano) ha contestato a Torzi i reati di estorsione, peculato, truffa, appropriazione indebita, riciclaggio ed auto-riciclaggio. Nel novembre 2020, su richiesta della procura britannica per conto dei magistrati del Papa, un tribunale del Regno Unito, dove Torzi tuttora risiede e svolge la sua attività professionale, ha emesso contro il broker italiano un'ingiunzione impedendogli di accedere ai conti bancari. Torzi ha presentato ricorso e il 10 marzo il giudice Tony Baumgartner, della corte di Southwark, ha scongelato i fondi di Torzi, smantellando totalmente la tesi accusatoria dei pm vaticani e affermando era stata la Santa Sede ad avere dato l'assenso per la trattativa di Torzi. Tra i documenti citati anche una nota firmata dal cardinale Pietro Parolin.

Nell'aprile successivo, la procura di Roma ha disposto l'arresto di Torzi con l'accusa di auto-riciclaggio (per altre vicende relative a emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti) spiccando mandato di arresto. Il broker veniva accusato di avere versato i ricavi dell'operazione vaticana su alcune sue società all'estero e di averli in parte reinvestiti in altre società in Italia. 

Anche se l'ordinanza del gip è stata confermata dal tribunale del riesame nei giorni scorsi la Cassazione ha annullato l'ordinanza di misura cautelare ed ha rinviato la decisione alla stessa corte per un nuovo esame. Ora si attendono le motivazioni per sapere se la Cassazione ritiene che gli atti non siano stati trasmessi correttamente o che non vi sia prova del reato commesso in Vaticano.

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