Papa Francesco arruola un teologo dell'Aquila per fare da coach ai 400 giornalisti del Vaticano

Papa Francesco arruola un teologo dell'Aquila per fare da coach ai 400 giornalisti del Vaticano
di Franca Giansoldati
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Mercoledì 16 Giugno 2021, 17:53

Il Papa ha creato un nuovo ruolo in curia: l'assistente ecclesiastico del dicastero della Comunicazione, una specie di coach che dovrà seguire da vicino il nutrito esercito di giornalisti che lavorano nei vari settori dei media d'Oltretevere. Allo stesso tempo il teologo don Luigi Maria Epicoco - un giovane sacerdote aquilano che ha scritto anche un libro con Papa Bergoglio - è stato nominato anche editorialista de L'Osservatore Romano, la cosiddetta 'Pravda' del Vaticano (il copyright di questa definizione feroce è dello stesso pontefice).

Si tratta di un ruolo nuovo, che va ad inserirsi in un dicastero appena costituito, frutto della riforma dei media avviata da Francesco a inizio pontificato: la "segreteria per la Comunicazione" è nata nel 2015, guidata allora da monsignor Dario Edoardo Viganò, ed è poi diventato, nel 2018, dicastero per la Comunicazione, guidato da Paolo Ruffini, ex direttore di Rai3, La7 e Tv2000, primo laico nella storia a ricoprire il ruolo di capo di un dicastero della Curia romana.

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Lo scorso 24 maggio il papa ha fatto visita al dicastero per la Comunicazione, sollecitando i suoi giornalisti nel corso di una diretta radiofonica: «Quanti ascoltano la Radio, e quanti leggono l'Osservatore Romano? Perché il nostro lavoro è per arrivare alla gente: che quello che si lavora qui, che è bello, è grande, è faticoso, arrivi alla gente, sia con le traduzioni, sia anche con le onde corte, come lei ha detto... La domanda che voi vi dovete fare è: "Quanti? A quanti arriva?", perché c'è il pericolo - per tutte le organizzazioni - il pericolo di una bella organizzazione, un bel lavoro, ma che non arrivi dove deve arrivare... Un po' come il racconto del parto del topo: la montagna che partorisce il topolino... Tutti i giorni fatevi questa domanda: a quanta gente arriviamo? A quanti arriva il messaggio di Gesù tramite "L'Osservatore Romano"? Questo è molto importante, molto importante!»

Don Epicoco ha 40 anni ed è considerato tra i sacerdoti più vicini al pontefice. In una intervista pubblicata oggi sull'Osservatore Romano spiega in cosa consisterà il suo incarico. «Io credo che abbia lo stesso ruolo che, durante una partita di calcio possono avere i fisioterapisti, i medici a bordo campo, o gli allenatori, cioè coloro che sono lì, non giocano la partita, ma si occupano in qualche maniera della cura di chi gioca, di chi vive la partita in prima persona».

A suo parere le sfide per un comunicatore cattolico sono quelle di essere testimoni credibili, cristiani veri: «Io credo che la sfida sia quella di rintracciare costantemente la verità senza farlo in maniera ideologica ma andando a cercare in quelle che sono le pieghe della cronaca o anche nei movimenti culturali quel "fil rouge" della verità che a volte rimane sotteso. Un buon giornalista, un buono scrittore, deve riuscire a far emergere questo filo della verità e quando ci riesce trova sicuramente un terreno di incontro con ciò che è lontano, con ciò che è diverso. Il comunicatore cattolico lo vedo come un costruttore di dialogo e non un miliziano che usa la propria penna, il proprio mestiere, per fare del male».

 

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