Papa Francesco, la decisione di tornare in Vaticano per mettere a tacere le voci sulla sua salute

Papa Francesco, la decisione di tornare in Vaticano per mettere a tacere le voci sulla sua salute
di Franca Giansoldati
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Mercoledì 14 Luglio 2021, 20:00 - Ultimo aggiornamento: 15 Luglio, 09:22

Città del Vaticano – Arrivato al decimo giorno di ricovero al Gemelli Papa Francesco ha deciso di riprendere la via di casa e così nello stesso modo con cui aveva iniziato la sua degenza al Policlinico, senza preavvisi, quasi in incognito per non dare troppo nell'occhio, è salito sulla solita utilitaria Ford Focus e con una scorta quasi invisibile dietro, è ripartito. Se non fosse stato per un fotografo della France Press appostato in una delle uscite laterali dell'ospedale la notizia sarebbe arrivata ore dopo, esattamente come è accaduto domenica 4 luglio quando, terminato l'Angelus di mezzogiorno e senza avvertire i fedeli dell'immediata operazione è salito sulla sua macchina con l'autista e un collaboratore.

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Di lì a poco sarebbe entrato in sala operatoria per una operazione al colon resasi necessaria per i continui spasmi che lo tormentavano ciclicamente, l'ultima volta alcuni giorni prima durante una delle udienze ufficiali. Sofferenze fortissime tali da renderlo quasi prostrato. Gli esami fatti avevano escluso un tumore anche se la certezza definitiva è arrivata solo con l'asportazione di un tratto dell'intestino che è stato sottoposto alla biopsia, come si fa di prassi in questi casi. Stenosi diverticolare sintomatica, il responso. Nulla di cancerogeno.

L'equipe chirurgica guidata dal professor Sergio Alfieri aveva iniziato a operare in laparoscopia con uno dei robot più avanzati di cui è dotato il Gemelli ma poi in sala operatoria erano sopraggiunte complicazioni e i medici sono dovuti ricorrere velocemente alla operazione tradizionale, lavorando col bisturi a cielo aperto, procedendo con cautela per via delle aderenze trovate. Ovviamente prolungando il tempo. Solo verso le 23 di domenica scorsa uno scarno comunicato faceva capire che tutto era andato per il verso migliore e da quel momento è iniziata la parte più delicata, la riabilitazione e la ripresa delle normali funzioni dell'intestino.

E' notorio che per Francesco restare fermo e non potersi spostare in modo vitale come è sua abitudine, si trasforma in una sofferenza. L'alimentazione con le flebo, le cannule attaccate al braccio, l'immobilità iniziale, qualche linea di febbre. La fibra invidiabile nonostante l'età – 85 anni a dicembre – unita alle patologie di cui soffre, tra cui una carenza polmonare per una malattia di quando era ragazzo e la sciatalgia cronica ha fatto ben sperare in un buon recupero sin dall'inizio.

Man mano che i giorni passavano i tempi si sono allungati per prudenza tanto che solo due giorni fa i medici ipotizzavano l'uscita dall'ospedale nel fine settimana. Cosa che Francesco ha voluto accelerare a dispetto della cautela dei sanitari. Forse ad averlo indotto ad accorciare la sua uscita e proseguire la convalescenza a Santa Marta in condizioni di ospedalizzazione, potrebbe essere stato l'effetto dirompente di una fotografia che lo ritrae in carrozzella per i reparti.

Anche se la sedia a rotelle serviva a non farlo camminare troppo, il messaggio che è stato immediatamente veicolato - di un Papa in declino fisico - ha fatto partire inevitabilmente, all'interno degli inner cicle vaticani, una sorta di toto-Papa e di eventuale conclave. Per bilanciare l'effetto collaterale di quella foto (che forse non avrebbe dovuto essere pubblicata) il Vaticano subito dopo ha pubblicato tre foto ufficiali ma di segno opposto: facevano vedere Francesco camminare sicuro per i corridoi. Forse però non quella mossa da sola non bastava e così la mossa successiva non poteva che essere quella di uscire anzitempo dall'ospedale. A dispetto dei medici. 

 

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