Papa Francesco di nuovo al Gemelli ma per i 100 anni dell'università, nuovo segnale alla sanità cattolica

Il Papa a luglio dopo l'operazione al Gemelli
di Franca Giansoldati
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Venerdì 5 Novembre 2021, 13:11 - Ultimo aggiornamento: 18:45

Città del Vaticano - Papa Francesco a quattro mesi dalla sua operazione al Gemelli fa ritorno al policlinico romano ma non per motivi di salute. Stavolta lo ha fatto per dare un segnale a tutta la sanità cattolica in occasione dei 100 anni della struttura universitaria fondata a Milano il 7 dicembre 1921: l’Università Cattolica del Sacro Cuore che oggi è tra i più importanti atenei con cinque campus: Milano, Piacenza, Cremona, Brescia e Roma, dove è presente anche il policlinico al quale si è affidato Bergoglio per il complicato intervento chirurgico al colon. 

Anche stamattina, durante la messa celebrata con tutti i medici, gli infermieri e tutti i vertici del Gemelli, il Papa ha voluto riparlare del ruolo della sanità cattolica. Esattamente come ha fatto a luglio, mentre era affacciato dal balcone del decimo piano dove si trovava ricoverato, ha voluto diffondere un segnale importante per il settore che Bergoglio ha messo al centro di un progetto di risanamento, accorpamento e controllo. 

«Nonostante tanti meravigliosi progressi, lo si vede anche in campo medico: quante malattie rare e ignote, quanta fatica a stare dietro alle patologie, alle strutture di cura, a una sanità che sia davvero come dev'essere, per tutti» ha detto durante l'omelia. Francesco pensando alla sanità cattolica ha parlato della necessità di «condividere, sostenersi, andare avanti insieme. Gesù apra i cuori di chi si prende cura dei malati alla collaborazione e alla coesione. Al tuo Cuore, Signore, affidiamo la vocazione alla cura: facci sentire cara ogni persona che si avvicina a noi nel bisogno (...) Io vorrei rinnovare oggi il mio 'grazie' per le cure e l'affetto che ho ricevuto qui. Credo che in questo tempo di pandemia ci faccia bene fare memoria anche dei periodi più sofferti: non per intristirci, ma per non dimenticare, e per orientarci nelle scelte alla luce di un passato molto recente».

A luglio scorso Francesco aveva messo in evidenza la necessità di avere un "buon" servizio sanitario "accessibile a tutti" e gratuito, facendo notare che «anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente. Il primo pensiero che ti viene è venderla. Ma la tua vocazione di Chiesa non è avere dei quattrini è fare il servizio e il servizio sempre gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite».

Nemmeno qualche settimana dopo il Vaticano ha ratificato la nascita di una fondazione ad hoc per garantire sostegno economico alle strutture sanitarie in difficoltà, evitando così di farle finire nelle mani dei privati, snaturando di conseguenza lo spirito dei fondatori religiosi e i principi della dottrina sociale cattolica. La prima struttura sull'orlo del crack che la Fondazione vatican a ha subito preso in carico è stato l'ospedale Fatebenefratelli sulla Isola Tiberina, avviando un piano per il risanamento ed evitando di farlo finire nelle mani di un grande gruppo privato, i Rotelli con i quali erano già avviate le prime fasi per la cessione. 

Papa Francesco stamattina ha ricevuto in dono dalla Cattolica dei farmaci di prima necessità da destinare alle strutture sanitarie in Libano, Siria e Sudan.

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