PAPA FRANCESCO

Papa Francesco, gaffe sulle donne nel discorso agli ambasciatori (e tace su Cina e Turchia)

Giovedì 9 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati
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Papa Francesco, gaffe sulle donne nel discorso agli ambasciatori (e tace su Cina e Turchia)

Città del Vaticano - Silenzio sulla repressione religiosa in Cina; silenzio sugli attacchi militari della Turchia in Siria, contro l'etnia curda e adesso silenzio sulla Libia, dove il presidente Erdogan si è alleato con il generale Serraj inviando in loco le prime truppe. Una specie di tabù. Nel lunghissimo discorso di Papa Francesco al corpo diplomatico - che tradizionalmente viene rivolto agli inizi dell'anno agli ambasciatori accreditati- stavolta spiccano più i vuoti che non le menzioni specifiche. In questi giorni nel mondo diplomatico c'era molta attesa per capire fino a che punto il Papa volesse spingersi a definire la posizione della Santa Sede in ambito internazionale.

A proposito dei bombardamenti americani e iraniani, il Papa mette in guardia dal rischio che la situazione possa sfuggire di mano e invita a ricorrere alla legalità internazionale e a non indebolire l'Onu.  «Particolarmente preoccupanti sono i segnali che giungono dall’intera regione, in seguito all’innalzarsi della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti e che rischiano anzitutto di mettere a dura prova il lento processo di ricostruzione dell’Iraq, nonché di creare le basi di un conflitto di più vasta scala che tutti vorremmo poter scongiurare. Rinnovo dunque il mio appello perché tutte le parti interessate evitino un innalzamento dello scontro e mantengano «accesa la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo» nel pieno rispetto della legalità internazionale.

Stavolta però l'allocuzione pontificia si caratterizza per alcune sviste internazionali macroscopiche. Mentre elenca con dovizia di particolari i principali focolai di guerra e tutta l'attività umanitaria della Chiesa in diverse aree del mondo dove sono in corso sanguinosi conflitti, su altri fronti ha preferito sorvolare. A proposito dell'espansionismo militare della Turchia il Papa era stato zitto anche quando Ankara aveva dato il via alla brutta operazione contro i curdi. Solo in un Angelus, il 13 ottobre, aveva inserito un passaggio generico sul Medio Oriente, rammaricandosi che tante persone in quei giorni dovevano lasciare le proprie case, ma senza mai citare le parole: Turchia e curdi. 

Nel discorso al Corpo diplomatico analizza con cura il 2019 anche alla luce dei suoi viaggi internazionali, parlando del bisogno di dialogare con le nuove generazioni, di arrivare ad un accordo sul clima, del dolore per la guerra nello Yemen o nella Repubblica Democratica del Congo, ed elencando i paesi in cui si sono verificati episodi orrendi di persecuzioni contro i cristiani (Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria). 

Non manca l'appello di Papa Francesco per la crisi migratoria in corso: «Molti rischiano la vita in viaggi pericolosi per terra e soprattutto per mare. È con dolore che si continua a constatare come il Mare Mediterraneo rimanga un grande cimitero . È sempre più urgente, dunque, che tutti gli Stati si facciano carico della responsabilità
di trovare soluzioni durature».

A proposito del rischio di un conflitto atomico, il Papa ricorda che quest'anno si svolgerà a New York la X Conferenza d’Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari. «Auspico vivamente che in quella occasione la Comunità internazionale riesca a trovare un consenso finale e proattivo sulle modalità di attuazione di questo strumento giuridico internazionale, che si rileva essere ancora più importante in un momento come quello attuale».

Infine un brutto scivolone sulla questione femminile. Al termine del discorso Papa Francesco ha citato la IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla donna, svoltasi a Pechino nel 1995, con la speranza che possa terminare ogni forma di ingiustizia nei confronti delle donne. «Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia» ha detto. Peccato che la Santa Sede sia l'unico paese in Europa a non aver voluto mai nè firmare nè ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Una specie di bibbia internazionale alla quale gli stati civili sono chiamati ad ispirarsi per un nuovo cammino basato sul rispetto tra i sessi e per contrastare la discriminazione femminile.
 

Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 17:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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