CORONAVIRUS

Papa Francesco: in tante famiglie ormai si fa la fame, oggi incontro con la sindaca Raggi

Sabato 28 Marzo 2020 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano – La fame avanza anche a Roma. Per tanti nuclei familiari monoreddito (autonomo) la terza settimana di inattività dovuta al blocco generale per frenare i contagi da coronavirus coincide con la penuria di beni di prima necessità nel frigorifero di tante case e l'impossibilità di fare la spesa. Papa Francesco lo ha denunciato stamattina durante la messa mattutina a Santa Marta. 

Faceva riferimento ad un effetto collaterale diffuso, presente ormai in tutti i paesi in lockdown: «In questi giorni in tante parti del mondo si sono evidenziate alcune conseguenze della pandemia. Una di queste è la fame. Si comincia a vedere gente che ha fame perché non può lavorare, perché non aveva un lavoro fisso e per tante circostanze. Si comincia già a vedere il dopo, quello che avverrà più tardi, ma incomincia adesso. Preghiamo per le famiglie che cominciano a sentire il bisogno a causa della pandemia». 

L'altro giorno l'argomento era stato al centro del colloquio con Marco Impagliazzo, presidente di Sant'Egidio con il quale si è intrattenuto a lungo per parlare della condizione di anziani e di nuclei fragili. «Il Papa ha voluto sapere come procediamo ad aiutarli, ha voluto conoscere le zone di Roma più sofferenti, ha chiesto informazioni sui pensionati che spesso vivono soli e non possono contare su nessuno e vivono nella paura di contrarre il virus» ha spiegato Impagliazzo. 

Lo stesso tema è stato toccato con la sindaca Virginia Raggi, ricevuta stamattina, al termine di una giornata di udienze. Anche a Roma la situazione di precarietà si comincia a sentire soprattutto in periferia. In questo frangente il Papa avrebbe «chiesto un aiuto al Comune di Roma per affrontare la situazione di difficoltà in questo momento di tante case religiose piene di anziani» spiegano dal Campidoglio.

Intanto su Facebook la sindaca Raggi ha descritto una altra situazione di difficoltà riscontrata stavolta dalla Caritas: «Con l'emergenza coronavirus la Caritas di Roma si è trovata a rinunciare a una somma importante su cui faceva affidamento per aiutare migliaia di famiglie in difficoltà, senzatetto, migranti. Si tratta di quel 'tesorettò ricavato dalle monetine che ogni giorno i turisti lanciano nella Fontana di Trevi».

Una somma che Roma Capitale assegnava dal 2005. L'anno scorso sono state raccolte monetine per un totale di 1 milione e 400 mila euro.

 

Ultimo aggiornamento: 15:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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