CORONAVIRUS

L'enciclica di Papa Francesco: «Il virus non è castigo divino, ma svela false sicurezze»

Domenica 4 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano - Un manifesto per costuire ponti in un mondo frammentato  per dire che il Covid non è un castigo divino, che il vero virus, in fondo, è quello del razzismo, del dilagare dell'egoismo, delle guerre che nascono per depredare o sovrastare il prossimo. «L’individualismo radicale è il virus più difficile da sconfiggere» scrive Papa Francesco. L'enciclica Fratelli Tutti contiene anche un invito a chi è molto ricco a condividere le proprie ricchezze perchè la «proprietà privata si può considerare come un diritto secondario».  Un concetto della dottrina sociale della Chiesa che con questa enciclica sembra fare un passo in avanti. Nelle pagine del documento magisteriale nato durante il lockdown si affronta anche il tema del populismo, delle derive autoritarie, del veleno diffuso con le fake news. Sulle donne poche parole e qualche accenno alla parità.

PROPRIETA' PRIVATA «Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società. Accade però frequentemente che i diritti secondari si pongono al di sopra di quelli prioritari e originari, privandoli di rilevanza pratica. (...) La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata».

CASTIGO - «Se tutto è connesso, è difficile pensare che questo disastro mondiale non sia in rapporto con il nostro modo di porci rispetto alla realtà, pretendendo di essere padroni assoluti della propria vita e ditutto ciò che esiste. Non voglio dire che si tratta di una sorta di castigo divino. E neppure basterebbe affermare che il danno causato alla natura alla fine chiede il conto dei nostri soprusi. È la realtà stessa che geme e si ribella».

CRISI - «Passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica. Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”».

MIGRANTI - «Nessuno dunque puo' rimanere escluso, a prescindere da dove sia nato, e tanto meno a causa dei privilegi che altri possiedono per esser nati in luoghi con maggiori opportunita'. I confini e le frontiere degli Stati non possono impedire che questo si realizzi. Cosi' come e' inaccettabile che una persona abbia meno diritti per il fatto di essere donna, e' altrettanto inaccettabile che il luogo di nascita o di residenza gia' di per se' determini minori opportunita' di vita degna e di sviluppo».

CONFINI «Quando il prossimo e' una persona migrante si aggiungono sfide complesse. Certo, l'ideale sarebbe evitare le migrazioni non necessarie e a tale scopo la strada e' creare nei Paesi di origine la possibilita' concreta di vivere e di crescere con dignita', cosi' che si possano trovare li' le condizioni per il proprio sviluppo integrale. Ma, finche' non ci sono seri progressi in questa direzione, e' nostro dovere rispettare il diritto di ogni essere umano di trovare un luogo dove poter non solo soddisfare i suoi bisogni primari e quelli della sua famiglia, ma anche realizzarsi pienamente come persona».

FAKE NEWS «Operano nel mondo digitale giganteschi interessi economici, capaci di realizzare forme di controllo tanto sottili quanto invasive, creando meccanismi di manipolazione delle coscienze e del processo democratico. Il funzionamento di molte piattaforme finisce spesso per favorire l’incontro tra persone che la pensano allo stesso modo, ostacolando il confronto tra le differenze. Questi circuiti chiusi facilitano la diffusione di informazioni e notizie false, fomentando pregiudizi e odio»

DOMINIO - «Demolire l’autostima di qualcuno è un modo facile di dominarlo. Dietro le tendenze che mirano ad omogeneizzare il mondo, affiorano interessi di potere che beneficiano della scarsa stima di sé, nel momento stesso in cui, attraverso i media e le reti, si cerca di creare una nuova cultura al servizio dei più potenti. Da ciò traggono vantaggio l’opportunismo della speculazione finanziaria e lo sfruttamento, dove i poveri sono sempre quelli che perdono». 

ISLAM - Per la prima volta una enciclica cita un leader musulmano. Il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, con il quale mi è stata firmata ad Abu Dhabi una Carta sulla fratellanza viene nominato per ben 5 volte. «Siamo chiamati a convivere come fratelli».

POLITICA - «La politica così non è più una sana discussione su progetti a lungo termine per lo sviluppo di tutti e del bene comune, bensì solo ricette effimere di marketing che trovano nella distruzione dell’altro la risorsa più efficace. In questo gioco meschino delle squalificazioni, il dibattito viene manipolato per mantenerlo allo stato di controversia e contrapposizione».

CONNESSIONE - «Una tragedia globale come la pandemia del Covid-19 ha effettivamente suscitato per un certo tempo la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va a danno di tutti. Ci siamo ricordati che nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme».

 

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 09:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA