PAPA FRANCESCO

Papa Francesco blinda il conclave, con i nuovi 10 cardinali si assicura la maggioranza

Sabato 5 Ottobre 2019 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano. Praticamente un concistoro all'anno. Con questa nuova infornata di berrette rosse Papa Francesco praticamente blinda il conclave. Gli elettori di sua creazione, scelti per affinità al programma di riforme del suo pontificato, sensibili ai temi del clima e dei migranti, diventano la maggioranza. Al momento sono 67 porporati su 128 sono di sua creazione. Non solo: entro la metà di ottobre quattro cardinali compiranno 80 anni, uscendo di fatto dall'assise degli elettori. Tra loro, solo il cardinale Menichelli è stato nominato da Francesco. Quindi, tra appena dieci giorni il numero scenderà di nuovo a 124 e, ancora, a 120 il prossimo anno.

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Per prassi, i cardinali elettori non superano di molto la soglia dei 120, limite indicato da Paolo VI nel 1975. Il conclave resta ancora a maggioranza europea, anche se con Bergoglio il gruppo si è assottigliato di anno in anno. Ci sono ora 54 europei (23 italiani sono gli italiani), mentre è cresciuto il peso del resto del mondo: 23 latinoamericani, 18 africani, 16 asiatici, 13 nordamericani e 4 oceanici.

L'assise che sarà chiamata a eleggere il nuovo Papa è sempre più internazionale e composita. Molti cardinali tra loro non si conoscono e molti non parlano nemmeno l'italiano che da lingua principale è destinata a lasciare il passo all'inglese. 

I cardinali inseriti in questo concistoro da Francesco hanno quasi tutti un profilo missionario. Miguel Ángel Ayuso Guixot è presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, primo comboniano a indossare la berretta. Missionario anche il salesiano e arcivescovo di Rabat Cristóbal López Romero, a cui il Papa ha fatto visita quest'anno, nel viaggio apostolico in Marocco. Tra i nuovi porporati c'è l'arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi.  Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo è indonesiano, paese a grandissima maggioranza islamica, arcivescovo di Giacarta dal 2010, il frate cappuccino Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa, il guatemalteco Álvaro Leonel Ramazzini e il cubano Juan de la Caridad García Rodríguez. Curiale, ma vicino e confratello del Pontefice è il gesuita ceco Michael Czerny, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati e segretario speciale del Sinodo sull'Amazzonia.

Un altro gesuita, ex missionario, è l'arcivescovo di Lussemburgo Jean-Claude Höllerich, presidente dei vescovi d'Europa. Infine, il portoghese José Tolentino Calaça de Mendonça, archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Ci sono anche tre nuovi cardinali ultraottantenni: Michael Louis Fitzgerald, presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso dal 2002 al 2006, poi nunzio in Egitto, a suo tempo silurato da Papa Ratzinger perchè considerato troppo aperturista verso l'Islam; il gesuita lituano Sigitas Tamkevicius, arcivescovo di Kaunas dal 1996 al 2015; Eugenio Dal Corso, originario del veronese dell’Opera don Calabria, arcivescovo emerito di Benguela in Angola, dove è rimasto come semplice missionario. 

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