PAPA FRANCESCO

Covid, Il Vaticano raduna (via zoom) economisti e imprenditori per ridisegnare il sistema economico

Martedì 27 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – «La pandemia sta mettendo a nudo le falle del sistema economico attuale. Un sistema che si deve rigenerare, ripensare alla base». La seconda ondata di Covid non ferma la Davos cattolica, l'appuntamento global di Assisi voluto da Papa Francesco per ridisegnare il sistema economico attuale, sotto la spinta delle idee contenute nell'enciclica Laudato Si. 

L’Economia di Francesco, spiega l'economista Luigino Bruni, è diventato il più vasto movimento di giovani economisti e imprenditori del mondo. 

L'appuntamento che si sarebbe dovuto tenere dal vivo si è trasferito su remoto e si realizzerà ugualmente grazie a zoom con oltre 2000 iscritti di 120 nazioni. La sintesi di quello che sarà questo meeting la hanno offerta gli economisti suor Alessandra Smerilli e Bruni. «Ci sono troppi segnali che il sistema economico come lo abbiamo conosciuto nel ventesimo secolo non può più andare avanti» spiegano gli economisti che hanno gettato le basi per The Economy of Francesco. L'evento era stato annunciato a maggio 2019 e previsto per marzo 2020, ma è slittato a novembre, dal 19 al 21. 

Al centro delle riflessioni economiche sulle quali in tutto questo tempo hanno lavorato pool di giovani a livello internazionale c'è la dignità dell'uomo e il rapporto con il mondo produttivo, partendo da quella trama di idee che presero corpo con San Francesco quando nacquero i monti di pietà che si proponevano di arginare la piaga dell'usura nei confronti di chi era troppo povero per essere considerato solvibile dagli scarsi istituti finanziari dell'epoca, cadendo così vittima degli strozzini. Già all'epoca avevano messo a fuoco che elargendo prestiti, caso per caso, in funzione delle effettive necessità (microcredito), potevano incidere nella economia locale ed essere visti come i primi finanziatori del credito al consumo o anche come delle banche dei poveri ante litteram

Sempre dalla cultura francescana nacque anche la partita doppia, per capire ciò che entrava e ciò che usciva e per far quadrare l'essenziale delle scelte e della solidarietà. 

Naturalmente forse non basta una economia green per avere una economia di Francesco. La prospettiva del cammino si propone gradualmente di cambiare le regole della finanza e anche l’inclusione dei poveri, il protagonismo dei giovani, la coltivazione della vita interiore. «C’è oggi una “economia green” che non ha alcun interesse e attenzione per i poveri e per le diseguaglianze. L’Economia di Francesco non può essere solo ecologica. Il grido della terra e il grido dei poveri sono lo stesso grido, come ci ricorda la Laudato si’ e adesso anche Fratelli tutti. Una fraternità con la terra che non includa la fraternità con gli ultimi non è completa» spiega suor Smerilli. 

Il lavoro che nel frattempo hanno fatto i giovani economisti ha ruotato attorno a 12 laboratori tematici: lavoro e cura; management e dono; finanza e umanità; agricoltura e giustizia; energia e povertà; profitto e vocazione; policies for happiness; CO2 della disuguaglianza; business e pace; economia è donna; imprese in transizione; vita e stili di vita.

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