Vaticano, prova a vendere a cardinale manoscritto su Bernini sottratto agli archivi della Fabbrica di San Pietro: arrestato ex dipendente

Un caso analogo emerse nel 2015 grazie al Messaggero, si trattava di una lettera di Michelangelo

Vaticano, prova a vendere a cardinale manoscritto su Bernini sottratto agli archivi della Fabbrica di San Pietro: arrestato ex dipendente
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Giovedì 6 Giugno 2024, 13:04 - Ultimo aggiornamento: 14:12

Le celle piccole ma accoglienti del carcere vaticano hanno di nuovo un inquilino: si tratta di un ex impiegato della Fabbrica di San Pietro che è stato arrestato con l'accusa di ricettazione, estorsione e truffa nei confronti del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica vaticana.

L'uomo si chiama Alfio Pergolizzi e da dieci giorni si trova in stato di fermo in attesa di essere processato. Il protagonista di questa vicenda non sarebbe nuovo a truffe analoghe che hanno sempre a che fare con documenti storici e artistici spariti dall'archivio della Fabbrica di San Pietro come un manoscritto di Michelangelo.

La truffa dell'ex dipendente del Vaticano

Pergolizzi dieci giorni fa si sarebbe presentato dal cardinale Gambetti dietro appuntamento, in compagnia di un'altra persona, per cercare di vendere al Vaticano un manoscritto seicentesco riguardante la manifattura e gli intarsi del Baldacchino di Bernini che attualmente è in fase di restauro.

Quel documento sembra faccia parte di quei fondi che con gli anni sono spariti e sui quali la Gendarmeria sta indagando con fatica anche perchè non tutti i documenti che da secoli sono conservati negli archivi della basilica sono stati codificati, registrati o digitalizzati.

Gran parte dei fondi della Fabbrica di San Pietro riguardano carte, pergamene, disegni nonché tutti i carteggi inerenti alla costruzione della basilica vaticana, compreso, per esempio, i libri dei pagamenti per le maestranze, gli artigiani, i facchini, gli intagliatori. 

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Il cardinale Gambetti quando si trovò davanti Pergolizzi si mostrò interessato all'acquisto staccando un assegno di 120mila euro anche se in realtà questo passaggio era stato precedentemente concordato con la Gendarmeria che all'uscita dai confini dello Stato Vaticano fermò l'uomo portandolo  in caserma per un primo accertamento. Dopo il primo interrogatorio Pergolizzi è stato arrestato.

Gli accertamenti

In attesa del prosieguo delle indagini e degli ulteriori accertamenti: l'ipotesi dei pm d'Oltretevere Alessandro Diddi e Giuseppe Deodato – secondo quanto ha rivelato il Domani e confermato da diverse fonti al Messaggero - è che il documento fosse stato sottratto dall'archivio storico della Fabbrica di San Pietro. Ora si tratta di stabilire se questo documento è uscito per mano di Pergolizzi durante il periodo in cui vi lavorava, o da qualcuno che lo aiutò nell'operazione.

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Il precedente

Questo episodio si associa ad un caso dimenticato per anni e riaperto dal Messaggero nove anni fa. Durante il decennio precedente qualcuno che evicentemente aveva libero accesso agli archivi della basilica di San Pietro fece sparire anche un oggetto singolare, unico, raro. La lettera olografa di Michelangelo Buonarroti. Quella carta probabilmente costituiva l'unico esemplare conservato in vaticano che l'architetto e artista toscano scrisse interamente di suo pugno, dall'inizio alla fine. Una vera rarità, considerando che normalmente "Michelagnolo" – come si firmava - apponeva la sua firma nervosa su testi che dettava ai suoi collaboratori. Anche in quella circostanza fu tentata una truffa. Il documento fu proposto per 120 mila euro al Vaticano.  L'allora cardinale Angelo Comastri - meno smaliziato sul suo successore – prese tempo e lasciò andare via dal suo ufficio il suo interlocutore. Solo in seguito avvisò i Gendarmi. Nel frattempo l'uomo che voleva vendergli la lettera di Michelangelo - messo in allarme - non fece più vivo e la questione terminò lì, fino all'epilogo odierno. 

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