PAPA FRANCESCO

Frate psicologo abusa di una suora in terapia, il Papa conosceva il caso

Martedì 25 Settembre 2018 di Franca Giansoldati
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Frate psicologo abusa di una suora in terapia, il Papa conosceva il suo caso
Città del Vaticano – #Me Too arriva in Vaticano. Un frate cappuccino siciliano, terapeuta e psicologo piuttosto conosciuto (il Papa lo voleva vescovo ausiliare di Palermo), avrebbe violentato una religiosa durante una delle sedute di psicoterapia che stava seguendo. La suora piuttosto provata psicologicamente ha avuto il coraggio di sporgere denuncia alla Procura di Roma solo dopo qualche tempo per il forte timore di subire reazioni negative da parte della Chiesa, visto che padre Giovanni Salonia, questo il nome del frate terapeuta, gode di protezioni ecclesiastiche e amicizie piuttosto influenti sia in Vaticano che all'interno dell'Ordine dei Cappuccini, e, naturalmente, in Sicilia dove gode della solida amicizia dell'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice. L'abuso sarebbe avvenuto nella Capitale: la suora si sarebbe confidata con diverse persone tra cui alcuni medici.

Il dossier di padre Giovanni Salonia è ben conosciuto a Papa Francesco. L'anno scorso su indicazione di monsignor Lorefice, lo aveva persino inserito nella nomina di vescovo ausliare della diocesi palermitana. Sembrava tutto pronto per la promozione poi, improvvisamente, e senza che sia mai stata fornita dal Vaticano alcuna spiegazione ufficiale, l'investitura di padre Salonia è stata cancellata.

A determinare il cambiamento di rotta sono state – evidentemente - notizie riservate relative al suo passato, non compatibili con la consacrazione arcivescovile. In Vaticano raccontano che qualcuno avrebbe fatto arrivare al pontefice un dossier. Nel frattempo in Sicilia la mancata consacrazione ha sollevato un putiferio e padre Salonia – che non ha mai smesso di fare il terapeuta continuando a fare il consulente alla Scuola Gestalt – ha risposto con un comunicato ufficiale, spiegando di avere fatto un passo indietro lui personalmente per non mettere in difficoltà l'arcivescovo Lorefice. «Avevo accettato in spirito di servizio ecclesiale questo impegnativo e delicato ufficio, a cui, in modo imprevisto e inaspettato, ero stato chiamato. Tale nomina, mentre in tanti aveva suscitato sentimenti di gioia e di speranza, in qualcun altro ha provocato intensi sentimenti negativi, con attacchi nei miei confronti infondati, calunniosi e inconsistenti, ma che potrebbero diventare oggetto di diverse forme di strumentalizzazione, anche di tipo mediatico».

Intanto partiva dalla cittadina di Modica (residenza di Salonia) una raccolta di firme a sostegno del frate per perorare la causa della sua nomina, chiedendo al Papa di ripensarci. Due settimane fa, durante la visita di Bergoglio a Palermo, monsignor Lorefice ha voluto fare incontrare al Papa padre Salonia. Si è trattato di uno scambio di battute, in una saletta riservata all'arcivescovado, poco dopo la messa. La notizia è apparsa sulla stampa siciliana. Ora l'ultimo atto di questa storia che parla della scarsa trasparenza della Chiesa italiana nella gestione degli abusi. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo e si appresta a interrogare Giovanni Salonia, 71 anni, per confrontare le versioni e procedere ad accertare la verità.  Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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