Papa Francesco, l'Angelus dal Gemelli dopo l'intervento: «Salvare il servizio sanitario gratuito, anche la Chiesa lo faccia»

Papa Francesco, l'Angelus dal Gemelli dopo l'intervento: «Salvare il servizio sanitario gratuito, anche la Chiesa lo faccia»
di Franca Giansoldati
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Domenica 11 Luglio 2021, 11:54 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 09:55

Francesco si affaccia di buon umore assieme a tre piccoli pazienti, anche loro ricoverati al Gemelli come lui. Persino su quel balconcino sospeso dal decimo piano il caldo è soffocante: sul piazzale antistante al policlinico ci sono gruppi di fedeli, un centinaio in tutto che aspettano da ore. Inutile dire che tutti gli occhi del mondo, attraverso le telecamere, sono puntati sul paziente numero uno per capire come stia andando la sua convalescenza. Si tratta della prima apparizione di Francesco da quando è stato operato al colon domenica scorsa. Sorride amabile, è dimagrito, la voce un po' affaticata ma si comprende subito che la ripresa fisica è più che soddisfacente, tanto che sarà dimesso tra qualche giorno, forse già mercoledì. Nulla però è ancora stato deciso, dipenderà dal parere dei medici che lo hanno in cura, tuttavia la guarigione è avviata bene.

Papa Francesco, l'Angelus al Gemelli dopo l'operazione

Papa Francesco, l'Angelus dal Gemelli dopo l'intervento

Il Papa ha scelto di affacciarsi da un balconcino e non dalla finestra del suo appartamento come ha fatto in 22 occasioni San Giovanni Paolo II solo per motivi logistici: la finestra sarebbe stata non visibile a tutti, poiché in questi anni, proprio in corrispondenza, è stata costruita una grande tettoia all'ingresso che ne avrebbe oscurato la vista a tutti.

Per prima cosa Francesco ringrazia i medici, gli infermieri, saluta i pazienti. Poi si chiede perché il male colpisca i bambini, ravvivando così uno dei grandi nodi teologici su perché Dio faccia soffrire gli innocenti. Lancia anche un messaggio a sostegno di una Europa unita, e lo fa proprio oggi che è la festa di San Benedetto, patrono del vecchio continente. Chiede di proteggere gli ecosistemi marini evitando di soffocarli con la plastica. Elogia il welfare italiano capace di garantire a tutti le cure necessarie, quasi un invito a non smantellarlo, a garantirlo con l'aiuto di tutti. Infine, in questo contesto, non manca di lanciare critiche a quelle realtà sanitarie gestite da religiosi che per mala gestio o imperizia sono sull'orlo del crack e di conseguenza rischiano una vendita. 

 

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Le parole del Pontefice

«Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente. Il primo pensiero che ti viene e' venderla. Ma la tua vocazione di Chiesa non e' avere dei quattrini e' fare il servizio e il servizio sempre gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite». Francesco non ha fatto riferimenti diretti anche se l'ultima vicenda di un istituto sanitario in gravi condizioni e dunque in odore di cessione riguarda il Fatebenefratelli. Accanto a questo si era poi  parlato anche dell'Idi. Un argomento scottante che spesso è al centro di analisi da parte del segretario di Stato, Pietro Parolin. Analisi che non escludono nemmeno la situazione del Bambin Gesù, realtà molto conosciuta ma sulla quale si starebbero concentrando diversi problemi gestionali e finanziari. 

Il messaggio

L'ultimo pensiero è andato all'assassinio del presidente di Haiti e al timore di una guerra civile. «Sono vicino al caro popolo haitiano; auspico che cessi la spirale della violenza e la nazione possa riprendere il cammino verso un futuro di pace e di concordia».

Francesco si congeda chiedendo a tutti di pregare per lui e augurando al mondo buon pranzo. Rientrando dentro la stanza i suoi gesti sono stati naturali, si è mosso senza sofferenze evidenti anche se sostenuto, forse per precauzione, da un infermiere. Il percorso dal balconcino fino all'appartamento della degenza lo ha coperto attraversando un intero reparto con l'aiuto di una carrozzina per non farlo stancare. Durante il tragitto si è fermato a salutare ancora una volta alcuni malati, regalando loro coroncine del rosario.

 

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