PAPA FRANCESCO

Papa infastidito dagli sfottò agli indigeni: che differenza c'è tra i tricorni dei vescovi e le piume?

Lunedì 7 Ottobre 2019 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Il Papa si è arrabbiato per gli sfottò che sono emersi da tanti padri sinodali davanti agli usi e ai costumi dei popoli indigeni dell'Amazzonia, al centro del Sinodo dei vescovi iniziato stamattina. «Mi ha rattristato un commento scherzoso su un signore che portava le piume sul capo. Che differenza c'e' tra le piume e i tricorni che usano alcuni officiali dei nostri dicasteri?» ha detto aprendo l'assemblea che per un mese discuterà di una serie di problemi pastorali, teologici e sociali che gravano su quell'area del mondo. Ieri nella basilica di San Pietro erano presenti alcuni rappresentanti delle tribù indie con copricapi di piume e perline. 

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Il sinodo parte tra mille mugugni e si vedrà come si svilupperà nei giorni a venire. I lavori saranno divisi per gruppi linguistici e, attraverso tappe intermedie, confluiranno in un documento finale che dovrà essere consegnato il 25 ottobre. 

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Sarà un sinodo – il primo – plastic free. Niente carta, niente bicchieri di plastica o posate di plastica. Stamattina è stato annunciato che è stato fatto un calcolo dell'impatto ambientale che hanno causato i voli aerei di oltre 180 padri sinodali. Si tratta dell'equivalente di 573 mila emissioni di C02 che verrà compensato con l'acquisto di titoli di forestazione per il rimboschimento di 50 ettari di foresta nel bacino amazzonico. 

Chi guiderà l'assemblea è il cardinale Baldisseri che è già stato sostituito dal vescovo maltese Grech. Il cardinale stamattina è sembrato insicuro, sembrava essersi dimenticato date importanti (come il termine del documento finale), a volte pareva quasi balbettare. Probabilmente a causa dell'età avanzata. 

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Il Papa è fiducioso. «Dobbiamo pregare molto. Dialogare e ascoltare con umilta'. Sappiamo che nessuno di noi sa tutto, dobbiamo parlare con coraggio e parresia. Anche se ci vergogniamo dobbiamo parlare». Dopo quattro interventi verranno rispettati 4 minuti di silenzio. Poi ha invitato i padri sinodali ad accostarsi "ai popoli amazzonici in punta di piedi, rispettando la loro storia, la loro cultura, il loro stile del buon vivere".

«Non siamo venuti qua per inventare programmi di sviluppo sociale o di tutelare le culture come fossero un museo, o di azioni pastorali con uno stile non contemplativo». 

«Noi veniamo per contemplare, per comprendere, servire i popoli. Lo facciamo percorrendo un cammino sinodale, lo facciamo 'in sinodo', non con tavole rotonde, non con conferenze e discussioni e dibattiti, ma 'in sinodo': un sinodo non è un parlamento, non è un luogo di dibatto, non è dimostrare chi ha più potere sui mezzi nella rete per imporre idee e piani. Questo presupporrebbe una chiesa congregazionalista se vogliamo cercare chi ha la maggioranza, una chiesa sensazionalista, così lontana dalla nostra Santa Madre Chiesa cattolica o, come diceva sant'Ignazio, la nostra Santa Madre Chiesa gerarchica». Il sinodo, ha detto il Papa, «è camminare assieme, ma con la ispirazione e guida dello Spirito Santo, che è l'attore principale del Sinodo: non cacciamolo dalla sala, non facciamolo uscire». 

L'Instrumentum laboris, che già i cardinali come Walter Brandumuller o Raymond Leo Burke hanno definito eretico o apostatico, "è un testo martire, destinato a essere distrutto perché è il punto di partenza per quello che lo Spirito ci aiuterà a fare durante cammino che faremo

 

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