CORONAVIRUS

Riaprono i Musei Vaticani, termoscanner all'ingresso e percorsi sicuri, gruppi massimi di 10 persone

Lunedì 1 Giugno 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Termoscanner di ultima generazione all'ingresso, dove ci sono anche i metal detector, tarati per rilevare ai turisti la temperatura quando passano, mascherine obbligatorie, liquidi per sanificare le mani ovunque, un presidio medico all'interno e gruppi di massimo 10 persone per garantire il distanziamento necessario in ambienti anche ristretti. Hanno aperto stamattina dopo tre mesi di chiusura i Musei Vaticani. I primi visitatori, quando si sono riaperte i portoni di bronzo, sono stati accolti dalla direttrice Barbara Jatta. «Benvenuti». Per il Vaticano si tratta di un inizio carico di attese e speranze, soprattutto un momento necessario anche perché l'inattività cominciava a pesare enormemente sui conti interni. Nei giorni scorsi gruppi di giornalisti hanno potuto controllare che il percorso scelto sia sicuro dal punto di vista sanitario per chi prenota il biglietto e va a visitare uno dei giacimenti d'arte più straordinari al mondo. 

Tra le sale che i turisti vedranno quelle di Costantino appena restaurate dove sono state portate alle luce due figure attribuite a Raffaello Sanzio. Poi la Cappella Sistina, le stanze di Raffaello, la pinacoteca, la sala delle mappe geografiche, il museo egizio. Oltre venti chilometri di collezioni pazzesche.

In questo periodo non verrà applicato il costo dei diritti di prevendita di 4 Euro. Anche gli orari di apertura subiranno delle variazioni: dal lunedì al giovedì le Collezioni Pontificie rimarranno aperte dalle ore 10.00 alle ore 20.00, con ultimo ingresso alle ore 18.00 (l'uscita dai settori museali inizia alle ore 19.30); il venerdì e il sabato dalle ore 10.00 alle ore 22.00, con ultimo ingresso alle ore 20.00 (uscita dei settori museali alle ore 21.30). La consueta apertura gratuita dell'ultima domenica del mese resta al momento sospesa. 

La riapertura dei Musei Vaticani si spera possa dare un po' di ossigeno finanziario al Vaticano, anche se è difficile che i ricavi giornaliseri ottenuti con i gruppi di soli 10 turisti ammessi ogni volta, si possa arrivare a coprire le spese e alle oltre 10 mila presenze giornaliere di prima. 

Il bilancio preventivo della Santa Sede per il 2020 è stato approvato nelle scorse settimane con 53 milioni di deficit: 269 milioni di ricavi e 322 milioni di deficit. Il deficit viene coperto con i fondi dell'Obolo di San Pietro, la colletta che quest'anno si svolgerà il 4 ottobre, giorno di San Francesco e non il 29 giugno. Se fosse stata fatta a giugno avrebbe probabilmente dato un risultato economico minore, per via delle limitazioni dovute al Covid.

La pandemia di fatto ha causato un'impennata del deficit. Una previsione ragionevole tracciata in queste settimane dagli uffici vaticani – e anticipata dal Messaggero - è che nel 2021 il deficit sarà di 130 milioni, con un aumento del 145% rispetto al 2020 (53 milioni). La riaperturs dei Musei vaticani può dare una boccata di ossigeno.

 

Ultimo aggiornamento: 19:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA