Spaccatura tra l'Ucoii e la Grande Moschea di Roma: «inaccettabile ritenere eretici cristiani ed ebrei»

Spaccatura tra l'Ucoii e la Grande Moschea di Roma: «inaccettabile ritenere eretici cristiani ed ebrei»
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Mercoledì 2 Settembre 2020, 19:45

Che tra i due principali centri islamici italiani non sia mai corso buon sangue era cosa risaputa. Stavolta però stanno volando gli stracci. Il Centro Islamico Culturale d'Italia che fa capo alla Grande Moschea di Roma «esprime tutto il suo sconcerto e sdegno a fronte delle ingiustificabili e inaccettabili» dichiarazioni del segretario generale dell'UCOII, Yassine Baradai, che ha definito frettolosamente «Ebraismo e Cristianesimo eresie da correggere».  Nei giorni scorsi la frase di Baradai era apparsa su Facebook sollevando un gran polverone e ponendo in evidenza il tema della tolleranza, della reciprocità e del dialogo interreligioso.

La presa di distanza della Grande Moschea di Roma non si è fatta attendere: «È da ribadire che per l'Islam sia Ebraismo che Cristianesimo sono religioni celesti e abramitiche. Credere nella Torah e nel Vangelo, considerati Sacri Testi Rivelati fa parte integrante della fede del musulmano. I musulmani rispettano e venerano i messaggeri divini da Adamo ad Abramo, da Mosè a Salomone a Davide e Gesù, di cui riconoscono il ruolo di Profeti e Inviati di Dio, predecessori di Muhammad, pace su tutti loro». 

Per Abdellah Reduane l'Ucoii – cui fanno capo la maggior parte delle moschee in Italia – con questa frase dimostra «ancora una volta tutta la sua inadeguatezza nel pretendere di rappresentare i musulmani all'interno della comunità e nelle relazioni con la società in ogni suo aspetto. Tutto il nostro dissenso circa l'orientamento di questa organizzazione e i suoi motivi ispiratori trova ancora una volta conferma». 

Reduane affonda il coltello nella piaga e accusa: «La gravità di tali dichiarazioni non risiede solo nei contenuti ma nella loro provenienza: un giovane di seconda generazione, che invece di essere un modello positivo e costruttivo per i suoi coetanei rimane prigioniero di un radicalismo per il quale non deve esserci più spazio». 

Infine, il Centro Islamico Culturale d'Italia ha espresso la sua vicinanza ai fratelli ebrei e cristiani che si sono legittimamente sentiti offesi da queste parole. 

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