Il nunzio apostolico Balestrero sceglie il patteggiamento, è sotto inchiesta con il fratello per riciclaggio

Il nunzio apostolico Balestrero sceglie il patteggiamento, è sotto inchiesta con il fratello per riciclaggio
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Domenica 7 Febbraio 2021, 12:17

Città del Vaticano - Per ironia della sorte nel 2012, monsignor Ettore Balestrero, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, teneva un briefing sul rapporto Moneyval di valutazione sulle misure di prevenzione del riciclaggio del denaro e del finanziamento del terrorismo adottate dal Vaticano in attuazione alle raccomandazioni GAFI. Oggi, a 9 anni di distanza, il prelato, già nunzio apostolico prima in Colombia e poi in Congo, dovrebbe patteggiare per l'inchiesta per riciclaggio internazionale ed evasione fiscale che lo vede coinvolto con suo fratello Guido, immobiliarista. 

Entrambi i fratelli - secondo quanto riporta l'Ansa -  hanno chiesto ai propri legali di "concordare" la condanna con la Procura di Genova per l'accusa di riciclaggio internazionale. I pm hanno posto come condizione la confisca dei 7 milioni di euro sequestrati al sacerdote e ai familiari per arrivare ad archiviare l'accusa di evasione fiscale. Ora tutto passa al giudice.

La notizia e' stata riportata anche da vari quotidiani. Ambasciatore della santa sede Ettore Balestrero, in Segreteria di Stato ai tempi  del cardinale Bertone, risulta indagato insieme al fratello nell'ambito di un'inchiesta su un giro di capitali rientrati in Italia attraverso una complessa rete di societa' offshore disseminate tra i Caraibi e la Svizzera.

La vicenda all'origine di tutto sarebbe un maxi contrabbando di carni dall'Argentina, alla fine degli anni Novanta, che sarebbe stato gestito dal padre Gerolamo. Il 14 settembre 2015 Ettore Balestrero effettua una donazione da 4 milioni di euro al fratello, operazione che per la Finanza chiuderebbe il cerchio della vecchia truffa. I soldi sarebbero passati attraverso una societa' con sede alle Isole Vergini Britanniche, da una fiduciaria e da una banca svizzera e rientrati in Italia con lo scudo fiscale. L'architettura finanziaria sarebbe stata costruita da un broker soprannominato nelle intercettazioni "mano molla".

L'ipotesi degli investigatori e' che la donazione servisse a finanziare un'importante operazione immobiliare, gestita da Guido Balestrero: la ristrutturazione dei Bagni Lido a Genova. La famiglia Balestrero ora motiva il patteggiamento non ad una ammissione di colpa ma ad una difficolta' nel reperire la documentazione del caso. E l'arcivescovo, attraverso i suoi legali fa sapere: «La scelta di patteggiare e' dovuta a diverse ragioni. Fra queste, forse la piu' sentita e' ridare serenita' alla famiglia di mio fratello Guido e alla mia condizione ecclesiastica. Cio' mi ha fatto risparmiare tempo ed energie per la mia missione spirituale e, come sacerdote, sento l'obbligo di volgere la mente e i miei desideri alla mia missione e non al denaro». E spiega per la prima volta la sua versione dei fatti: non riciclaggio, ma una eredita' accettata "anticipatamente". Soprattutto, nulla che possa far pensare a un coinvolgimento del Vaticano, ma una faccenda tutta interna alla famiglia.

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