MIGRANTI

Cardinale benedice l'idea di limitare l'ingresso degli immigrati islamici, più difficili da integrare

Giovedì 23 Maggio 2019 di Franca Giansoldati
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«Immigrati islamici più difficili da integrare»: un cardinale benedice l'idea di limitarne l'ingresso

Città del Vaticano - Limitare l'ingresso degli immigrati musulmani nelle nazioni con una forte tradizione cristiana potrebbe essere una soluzione positiva. «Una misura prudente da parte di tanti politici». Se non è un sorta di benedizione al muslim ban di Trump, poco ci manca, ma al cardinale ultra tradizionalista Raymond Burke, l'idea non dispiace. Anzi. La ha ripetuta pubblicamente durante un incontro pro life, alla vigilia di una marcia anti abortista organizzata a Roma la scorsa settimana. Le parole del cardinale sembrano rispecchiare il pensiero di un altro porporato, oggi defunto, Giacomo Biffi che - già vent'anni fa - predicava a Bologna di fare attenzione e limitare l'arrivo di immigrati musulmani perchè molto più difficili da integrare nella cultura occidentale. 

Le parole di Burke di «resistere in qualche modo all'ingresso su larga scala di persone di fede islamica» in questo momento va in direzione opposta alla linea impartita da Papa Francesco a tutta la Chiesa, di aprire le porte (e i porti) senza fare alcuna distinzione di sesso, razza, etnia, ma di guardare solo il fratello che soffre. 

Le tesi di Burke all'interno del mondo cattolico non è affatto isolata anche se annunciarla in questo momento storico appare politicamente scorretta. A suo parere l'Islam è di fatto destinato a guidare il mondo, o avere un ruolo maggiore di quanto non abbia ora, per la sua capacità di penetrazione in società che ormai hanno abbandonato il ruolo del sacro e dove la popolazione si è avviata verso una pesante decrescita per il fenomeno della denatalità.  

Alla vigilia del viaggio del Papa negli Emirati, il Messaggero aveva intervistato il Vicario Apostolico, monsignor Camillo Ballin che aveva fatto una analisi articolata sul fenomeno dicendo che «è immaginabile che l'Europa tra 50 anni sarà quasi completamente musulmana. Prevedo una situazione del genere ma non tanto perché sia in atto una azione specifica da parte di questi paesi. Tutt'altro. Mi creda: non c'è nessun disegno politico, nessun piano di conquista. L'Europa finirà per essere musulmana ma solo perché non fa figli e per la mancanza di quegli ideali che possono rifarsi alle radici cristiane. Solo per questo. E come se si fosse creato un vuoto e questo vuoto viene piano piano colmato. I musulmani che arrivano in Europa fanno tanti figli e mantengono salde le loro radici».

Monsignor Balin sosteneva che «l'Europa di oggi è una realtà interessata soprattutto a perdere la sua identità di fede. Anche a costo di essere brutale non posso non dire quello che vedo così bene risiedendo in questa parte del mondo. Sono cinquant'anni che osservo l'Europa, la sua evoluzione, il suo cammino. È una entità importante ma orientata al denaro e ossessionata dall'economia. Le radici valoriali non le riconosce più. In questo progressivo vuoto che si sta venendo a creare si posiziona la fede islamica. Loro hanno valori e sono saldi. Gradualmente interesserà il Nord Europa e poi tutto il resto del continente. Sì, l'Europa futura sarà a maggioranza islamica».

 

Ultimo aggiornamento: 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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