Papa Francesco striglia i Prefetti, prima li ringrazia e poi ricorda che «i migranti non sono numeri da classificare ma volti di persone»

Per Bergoglio i migranti sono "fratelli e sorelle"

Papa Francesco striglia i Prefetti, prima li ringrazia e poi ricorda che «i migranti non sono numeri da classificare ma volti di persone»
di Franca Giansoldati
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Lunedì 11 Dicembre 2023, 10:26

I toni sono stati paterni, l'atmosfera più che accogliente, quasi familiare, eppure Papa Francesco davanti ad un nutrito numero di Prefetti italiani con il compito quotidiano di gestire e valutare la migliore strategia per valorizzare e proteggere il territorio di competenza, sul tema dell'immigrazione, ha rivolto loro riflessioni non facili da digerire. Francesco da tempo insiste nel far capire che il Mediterraneo non si può trasformare in un camposanto gigantesco,e  ai prefetti ha ricordato che quelle persone che loro gestiscono attraverso rapporti e dossier «sono volti e non numeri, persone che non si possono semplicemente classificare ma che occorrerebbe abbracciare».

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Proprio mentre il caso Casarini fa discutere, Papa Francesco ha messo in chiaro alcuni punti. «I migranti sono fratelli e sorelle che hanno bisogno di essere sottratti dai tentacoli delle organizzazioni criminali, capaci di speculare senza alcuna pietà sulle loro disgrazie».

Un po come se  avesse sollecitato un surplus di umanità al mondo grigio della burocrazia. «A voi è dato l’arduo compito di organizzare sul territorio una loro accoglienza ordinata, basata sull’integrazione e sul costruttivo inserimento nel tessuto locale. Non potete essere lasciati soli in questo compito di sostenerli nei loro bisogni essenziali e al tempo stesso di prestare ascolto alle apprensioni e alle tensioni che si possono generare nei residenti, come pure naturalmente di intervenire quando si creino situazioni di disordine e di violenza». 

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Naturalmente i prefetti  sono stati ringraziati per gli sforzi profusi per il bene comune.«I flussi migratori, con la loro delicata gestione a livello locale, non rappresentano un compito facile, perché affida alla vostra cura persone ferite e vulnerabili, spesso smarrite e reduci da traumi terribili. Grazie, perché vi adoperate per la pacifica convivenza nei territori così variegati della nostra Italia, ricca di tradizioni e di valori che parlano di coesione, di accoglienza e di solidarietà». La strigliata paterna da parte del Papa, con i consueti toni diplomatici, è poi proseguita in altri ambiti. Per esempio l’ordine pubblico forse «l’aspetto prioritario e anche più delicato del vostro lavoro, perché richiede, spesso in situazioni imprevedibili e di emergenza, di coniugare il rispetto della legge con l’attenzione all’umano». Il che comporta conciliare «la tutela delle vittime con l’equo trattamento dei colpevoli».

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E infine il tema delle criticità ambientali, dalle alluvioni, alle frane, dai terremoti, ai fenomeni atmosferici estremi causati dal clima impazzito. Emilia Romagna, Toscana e Sicilia sono stati territori particolarmente flagellati. «A voi è toccato il compito di gestire al meglio le risorse disponibili e di mettere in sinergia operatori pubblici e privati. È importante e urgente, nel presente come nel futuro, unire gli sforzi per tutelare, per tempo e con lungimiranza, la nostra casa comune».

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