CORONAVIRUS

Varese, medici in prima linea contro il Covid esclusi dalle messe: la denuncia di un'infettivologa

Domenica 17 Maggio 2020 di Franca Giansoldati
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Il decreto che è stato firmato la scorsa settimana tra la Cei e il Governo vieta l'ingresso alle messe - che riprenderanno in tutta Italia domani - alle persone che hanno una temperatura superiore ai 37,5 e a coloro che sono entrati in contatto con persone positive al Covid-19. Un divieto che provoca amarezza e maldipancia nel mondo sanitario cattolico, visto che tanti medici e infermieri in prima linea sono praticanti e desidererebbero accostarsi alla eucarestia come tutti gli altri.

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A fare affiorare questa anomalia alla quale - evidentemente - nessuno aveva preso in considerazione è un medico di Varese, Laura Rizzi, infettivologa nell'ospedale cittadino e, ovviamente, impegnata in corsia  a curare tanti pazienti.
La domanda sul perché non è possibile entrare a messa la ha rivolta a tanti ecclesiastici e anche al suo amico don Felice Riva, cappellano del Bambino Gesù, anch'egli impegnato in un reparto Covid. «Perchè non possiamo accostarci alla messa, come tutti gli altri praticanti, quando però possiamo entrare in un supermercato?». La questione è rimasta aperta. Almeno per il momento. La dottoressa Rizzi precisa che lei, come tanti altri medici o paramedici impegnati a curare i pazienti affetti da coronavirus, sono sempre attenti e protetti e non si capisce perchè debbano rinunciare ad un diritto fondamentale. Ora si attendono chiarimenti.
 

Ultimo aggiornamento: 13:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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