Il Vaticano archivia il caso Orlandi, le ossa nel Cimitero Teutonico non sono di Manuela

Il Vaticano archivia il caso Orlandi, le ossa nel Cimitero Teutonico non sono di Manuela
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura

Città del Vaticano - Il Vaticano ha archiviato il caso di Manuela Orlandi. La vicenda era tornata di attualità l'estate scorsa e aveva portato ad una indagine a tappeto su delle ossa contenute in fosse comuni all'interno del cimitero teutonico. Le analisi, come avevano già stabilito gli esperti, avevano appurato che riguardavano resti databili ad epoca molto anteriore a quelli della scomparsa della diciottenne, avvenuta nel 1983, e ancora avvolta nel mistero. La famiglia Orlandi da anni chiede giustizia, verità e fa appello a chi sa parli. Finora però ogni pista aperta non ha portato a niente. 

«Il procedimento relativo alla presunta sepoltura in Vaticano, presso il cimitero Teutonico, dei resti di Emanuela Orlandi, è stato archiviato dal Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano, che ha integralmente accolto la richiesta dell’Ufficio del Promotore di Giustizia. L'annuncio è stato fatto stamattina dalla Sala Stampa della Santa Sede.

Il fascicolo era stato aperto dopo la denuncia dei  familiari di Manuela, figlia di un dipendente vaticano che risiedeva con la famiglia all’interno delle Mura Leonine. La giovane era scomparsa il 22 giugno 1983 in centro a Roma. Il Promotore di Giustizia Gian Piero Milano e il suo aggiunto Alessandro Diddi, avevano autorizzato l’accesso alla sepoltura e l’apertura di due tombe vicine risultate vuote. La famiglia aveva chiesto un accertamento a seguito di una lettera anonima che indicava la presenza di indizi in una tomba con un angelo. 

Successivamente sono stati effettuati altri accertamenti storici per capire se le sepolture erano avvenute in passato, fino a risalire ai lavori di ampliamento e ai sepolcri di due principesse tedesche Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklemburgo, entrambe morte nell’Ottocento: tompe che erano risultate vuote. Si erano poi scoperti due altri ossari collocati sotto la pavimentazione di un’altra area. Anche questa è stata perlustrata e analizzata ma di resti compatibili con la data della sparizione di Manuela non è stata trovata alcuna traccia.

«Le verifiche su tali reperti - si legge nel comunicato - effettuate dal professor Giovanni Arcudi, perito di Ufficio, alla presenza dei consulenti della famiglia Orlandi, hanno portato a concludere che i frammenti rinvenuti sono databili ad epoca anteriore alla scomparsa della povera Emanuela: i più recenti risalgono ad almeno cento anni fa. Di qui la richiesta di archiviazione, che chiude uno dei capitoli della triste vicenda, nella quale le Autorità vaticane hanno offerto, sin dall’inizio, la più ampia collaborazione».

Il Vaticano ha sempre avuto un atteggiamento di collaborazione e di attenzione verso la famiglia Orlandi. «Il provvedimento di archiviazione lascia alla famiglia Orlandi di procedere, privatamente, ad eventuali ulteriori accertamenti su alcuni frammenti già repertati e custoditi, in contenitori sigillati, presso la Gendarmeria».

Giovedì 30 Aprile 2020, 13:07 - Ultimo aggiornamento: 13:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA