Coronavirus, l'appello del vescovo del Santuario di Loreto: «state a casa, anche io uso la mascherina»

l'arcivescovo Fabio Dal Cin
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Domenica 22 Marzo 2020, 18:21 - Ultimo aggiornamento: 23:13

Loreto – Dal santuario mariano di Loreto – il primo in Italia ad avere adottato misure precauzionali contro il coronavirus, come chiedere ai fedeli di astenersi di farsi il segno della pace, di evitare di dare l'ostia in bocca e svuotare le acquasantiere, quando ancora non si parlava di isolamento, di quarantena e di chiese chiuse – arriva un messaggio accorato agli italiani. «State in casa, non uscite, seguite le indicazioni che vi danno le autorità, seguite le regole». L'arcivescovo Fabio Dal Cin si ritiene fortunato, nella sua diocesi non ci sono casi positivi tra il clero e tra le religiose. Lui stesso si è dato un comportamento rigoroso. «Io uso la mascherina anche se finora mi è capitato solo una volta, durante una visita, altrimenti resto a distanza ed evito di dare la mano». 

Il santuario oggi è svuotato e chiuso?

«Svuotato sì, chiuso no. L'ho lasciato aperto dalle 7 del mattino fino al pomeriggio. Le persone che vanno a pregare non sono tante e sono rispettose delle regole. Stanno a debita distanza le une dalle altre. Ma non ce ne sono mai più di dieci, e il santuario è enorme. E' gente che magari va a fare la spesa, vede la porta aperta, entra per una preghiera ed esce. Il santuario deve restare aperto per dare un segno di speranza alla gente. A chi crede e a chi non crede». 

Ma chi ci lavora usa precauzioni?

«Naturalmente. Anche se le persone che vi lavorano sono poche:
tutte sono dotate di mascherine e di guanti. La basilica è stata completamente sanificata e viene ripassata ogni mattina. Tutto con prodotti antibatterici. L'attenzione è massima». 

La messa quindi viene fatta a porte chiuse..

«Esattamente. C'è la messa ma senza fedeli. La celebrazione viene trasmessa attraverso i social dando modo alla gente, se vuole, di seguirla da casa».

E per Pasqua?

«Stiamo aspettando le direttive della Cei. Penso che valga la linea che ha scelto il Papa, di celebrare ma a porte chiuse e trasmettere in streaming».

Le misure del governo come le giudica?

«Ci deve essere collaborazione tra società civile e Chiesa. In questo momento alla Chiesa viene chiesto molto ma si tratta del bene delle persone. Speriamo che questa vicenda terribile si possa concludere prima possibile». 

Lei ha invitato i suoi fedeli a stare a casa, è vero?

«Lo ho detto anche durante una celebrazione. Rimanete nelle vostre case. I comportamenti richiesti ad ognuno sono improntati alla massima responsabilità. La pandemia è qualcosa che si può sconfiggere solo se siamo tutti uniti. Da parte dei credenti si tratta di un impegno in più per trasmettere tutto il nostro amore concreto a Dio, al prossimo e alla nostra amata Italia».


 

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