Francesco e le scomode domande dei bambini, in un libro è racchiuso il suo amore da nonno saggio

Francesco e le scomode domande dei bambini, in un libro è racchiuso il suo amore da nonno saggio
di Franca Giansoldati
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Lunedì 6 Novembre 2023, 19:51

Caro Papa che cosa diresti a una persona che soffre? La piccola  Firjinia, 10 anni, irachena, ha fatto avere questa domanda a Domenico Agasso che l'ha girata a Bergoglio, assieme ad altre decine di domande raccolte dai ragazzini dei paesi che sono stati visitati nel corso di questo pontificato, e ne è uscito un libro speciale. «Niente, ascolterei soltanto, tante persone addolorate e angosciate non hanno bisogno di prediche ma solo di qualcuno che prenda loro la mano e le lasci sfogare. Di qualcuno che le abbracci e le lasci piangere e poi asciughi le loro lacrime. Ma ce sempre in silenzio. Conta la presenza con il corpo e con il cuore. Questo può far bene a chi è nel dolore». 

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«Cari Bambini...

Il Papa risponde alle vostre domande» (di Domenico Agasso pubblicato da ElectaKids) è il bel volume che mostra la parte più nascosta e amorevole di 'nonno' Francesco. Stavolta ascolta e con il cuore in mano, usando un linguaggio comprensibile ai ragazzini, cerca di fare esempi e di sciogliere concetti difficili anche se le questioni che gli pongono sono pesanti come macigni. La sofferenza umana, il perchè della guerra, il dolore di chi si sente solo.

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Ci sono poi domande spontanee piuttosto buffe. Per esempio quella di Kathirin, tunisina di dieci anni. «C'è qualcosa che non sai spiegarti?» Nel repertorio delle risposte immaginabili, Francesco sceglie la via della sincerità più assoluta, mostrando quanto sia stato toccato in alcuni momenti del suo pontificato mentre si trovava negli ospedali. «I bambini malati che trascorrono il loro tempo in ospedale. Non ci sono parole, solo il servizio per sostenerli, non c'è risposta e possiamo solo aggrapparci alla fede, a Dio e chiedergli perchè». Del resto a una interrogazione del genere nemmeno la storia della filosofia ha mai trovato una radice accettabile.

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L'implacabilità dei bambini è notoria. «Cosa è che ti rattrista?». Vuole sapere James, americano, 7 anni. «Che ci sono milioni di persone e di bambini che ancora oggi muoiono di fame. Per questo ricordo sempre che chi ha la fortuna di avere il cibo e l'acqua non deve sprecarli. E poi i bambini maltrattati». Anita irlandese, 8 anni ha una curiosità. Cosa è che rende felice o allegro un Papa? «Abbandonarmi nelle mani di Dio. Vedere che la gente prova gioia ad aiutare gli altri e non a cercare potere successo e soldi. L'amore per il prossimo. I cristiani che scacciano la malinconia con il buonumore che viene dal signore. Il senso dell'umorismo. La gratitudine. L'umiltà la capacità di chiedere perdono. E di perdonare. L'emozione di essere personali. La preghiera. I bambini che sorridono». Poi è immancabile il tema della guerra che incombe sempre all'orizzonte.

Dario, spagnolo, 10 anni, non si capacita di tanto male e il Papa gli fa capire che «quando si diventa adulti si rischia di cadere nella tentazione di diventare egoisti, e di volere cosi il potere e i soldi. Anche a costo di fare la guerra contro qualche altro paese che è un ostacolo a questo obiettivo di potenza, oppure che ha un capo con gli stessi scopi. Pur sapendo che significa uccidere altre persone. Troppo spesso nella storia chi è diventato capo di una nazione non ha saputo frenare il suo desiderio di essere il più forte di tutti di comandare il mondo. Si chiama interesse imperiale, lo studierete a scuola nei libri di storia. Oggi nel pianete ci sono tante guerre e violenze e anche se c'è chi dice che a volte sono giuste non ho dubbi che capirete che invece sono sempre sbagliate. Le guerre sono sempre sbagliate». Forse è proprio vero che il mondo si può salvare solo seguendo l'innocenza dei più piccoli.

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