PAPA FRANCESCO

Ordine di Malta: «Circolano voci false, il Gran Maestro è morto il 29 aprile e non il 28»

Mercoledì 6 Maggio 2020 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano – L'Ordine di Malta - il giorno dopo i funerali del Gran Maestro - interviene per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla morte di Fra' Giacomo Dalla Torre avvenuta la notte del 29 aprile poco dopo la mezzanotte (alle ore 00:08) «come risulta dal certificato dei medici redatto dai medici curanti» nella clinica romana Ars Medica. Proprio sull'ora precisa del decesso per tutta la giornata del 28 di aprile si erano rincorse voci, dichiarazioni, smentite e correzioni, persino sulla pagina di Wikipedia che prima annotava puntualmente che Fra' Giacomo – ricoverato a marzo per un male incurabile - era morto il 28 di aprile, salvo poi correggere la pagina e annotare la data effettiva della morte ma intanto i dubbi sull'orario della dipartita terrena del nobiluomo avevano già ampiamente squassato l'Ordine di Malta, alimentando sospetti e dubbi e, soprattutto, riaprendo vecchie ferite. 

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«La notizia secondo cui la convocazione del Capitolo generale straordinario sia stata decisa “post-mortem” è infondata e infangante. La decisione era stata infatti presa dal Gran Maestro e dal Sovrano Consiglio nella riunione del 2 aprile 2020. Un mese prima della morte del Gran Maestro. Il fatto che la convocazione riporti la data del 28 aprile ha carattere puramente esecutivo di una decisione già presa dal governo dell’Ordine di Malta» ha chiarito Eugenio Airoldi, portavoce del più antico  ordine religioso cavalleresco che è canonicamente dipendente dalla Santa Sede ed è riconosciuto come soggetto di diritto internazionale, pur essendo ormai privo del requisito della territorialità. 

«Le notizie circolate nella mattina del 28 aprile che davano il Gran Maestro per deceduto alle prime ore di quel giorno erano false. Pertanto, il 28 aprile stesso, poco dopo le ore 16, il Gran Magistero ha emesso un comunicato stampa sulle condizioni di salute del Gran Maestro, spiegando che egli era ricoverato in una clinica romana e che le sue condizioni si erano aggravate. Il Gran Maestro è spirato alle ore 00:08 del 29 aprile come risulta dal certificato di morte redatto dai medici curanti. Alle ore 00:27 il Gran Magistero ha pubblicato la notizia ed inviato un comunicato che ne annunciava la morte».

Un passaggio che dimostra quanto il clima interno a questo ordine sia piuttosto teso. Del resto non si sono ancora sanate le spaccature tra l'ala più 'progressista' e quella più 'rigorosa' al magistero della Chiesa: tre anni fa si erano scontrate su una vicenda quasi marginale legata alla distribuzione di preservativi da parte di una struttura assistenziale dei cavalieri, il Malteser. Quel durissimo confronto portò alla estromissione dell'ex Gran Maestro, l'inglese Matthew Festing costretto ad andarsene senza un preciso motivo formale, anche per l'intervento diretto di Papa Francesco che gli chiese per spirito di obbedienza di farsi da parte e tornare in Inghilterra. Allo stesso tempo fu messo da parte il cardinale patrono, l'ultra conservatore Leo Burke (la cui carica è tecnicamente ancora congelata).

Pochi mesi dopo al terremoto venne eletto Frà Giacomo Dalla Torre, un nobiluomo italiano, molto legato storicamente alla Santa Sede e con il mandato di riportare un po' di tranquillità interna. Uno dei principali compiti era quello di lavorare alle modifiche costituzionali dell'Ordine mediante un progetto legislativo capace di restituire ai cavalieri la spiritualità iniziale del fondatore – il beato Gerardo – e a rendere più efficace il loro intervento a servizio dei poveri. Il capitolo generale straordinario che dovrà occuparsi di questa grana è stato convocato per novembre. La decisione – ha chiarito l'Ordine di Malta – è stata presa da Fra' Giacomo il 2 aprile, praticamente 27 giorni prima di morire, quando ormai la sua terribile malattia era ad uno stadio avanzato. Il fatto “che la data del documento riporti il giorno del 28 aprile è puramente esecutivo” ha precisato l'Ordine di Malta. 

Ora tutta la questione passa nelle mani del cardinale Angelo Becciu, incaricato dal Papa di traghettare l'Ordine in terreni meno tormentati e arrivare alle modifiche costituzionali. Nel frattempo i cavalieri professi – quelli che hanno emesso i voti perpetui – dovranno eleggere un nuovo Gran Maestro. E c'è già chi sta affilando la lama.

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